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Tonno in scatola, mangialo così e riduci il mercurio: il trucco svedese che sta facendo il giro del mondo

il trucco per ridurre il mercurio dal tonno in scatola
Coem ridurre il mercurio dal tonno in scatola - dailyfood.it

Tonno in scatola, mangialo così e riduci il mercurio: il trucco svedese che sta facendo il giro del mondo potrebbe cambiare per sempre il modo in cui apri quella lattina.

Quante volte hai aperto una scatoletta di tonno senza pensarci troppo? È pratico, è buono, è proteico. Eppure, sotto quella comodità si nasconde una domanda che sempre più persone si pongono: quanto mercurio sto ingerendo? La consapevolezza riguardo alla presenza di sostanze tossiche nel cibo che consumiamo è cresciuta enormemente, e tra queste il mercurio è uno dei metalli pesanti più preoccupanti, soprattutto quando si parla di prodotti ittici come il tonno in scatola. La buona notizia? Un gruppo di ricercatori svedesi ha trovato un trucco semplice e concreto per ridurre il mercurio nel tonno prima ancora di mangiarlo. Ecco tutto quello che devi sapere.

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Perché il tonno in scatola contiene mercurio (e perché dovresti preoccupartene)

Il tonno è un pesce grande e longevo, e proprio per questo accumula mercurio in quantità superiori rispetto ad altri pesci. Il meccanismo si chiama bioaccumulo: il tonno si nutre di organismi più piccoli già contaminati, e il mercurio si concentra nei suoi tessuti in modo progressivo, salendo lungo la catena alimentare. Più il pesce è grande e vecchio, più mercurio ha accumulato.

Il mercurio non è un rischio astratto: l’esposizione prolungata può causare danni al sistema nervoso, problemi renali e, nelle donne in gravidanza, effetti negativi sullo sviluppo del feto. Eppure il tonno in scatola rimane uno degli alimenti più consumati nelle case italiane. Come fare per non rinunciarci senza correre rischi inutili?

Il trucco svedese per ridurre il mercurio nel tonno in scatola

Una ricerca condotta dalla Swedish University of Agricultural Sciences ha proposto un metodo innovativo per ridurre i livelli di mercurio nel tonno in scatola, rendendolo più sicuro per il consumo quotidiano. Gli scienziati svedesi hanno scoperto che l’aggiunta di una soluzione contenente cisteina — un amminoacido naturale — può ridurre la quantità di mercurio presente nel pesce fino al 35%. Un risultato che ha fatto rapidamente il giro del mondo, finendo sulle prime pagine di riviste scientifiche e blog di nutrizione da Stoccolma a Milano.

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La cisteina agisce legandosi chimicamente al mercurio, formando un composto che può essere separato dal pesce durante il processo di preparazione. Questo significa che quando apriamo una latta di tonno trattato con questa soluzione, possiamo trovare un prodotto con livelli di mercurio significativamente inferiori. Ed è interessante notare che questo metodo non altera il packaging esistente, il che lo rende facilmente implementabile nell’industria alimentare senza modifiche strutturali ai contenitori o alle linee di produzione.

sgocciolare il tonno in scatola

Sgocciolare il tonno in scatola per ridurre la quantità di mercurio – dailyfood.it

Come mangiare il tonno in scatola per ridurre il mercurio: cosa puoi fare adesso

Mentre l’industria alimentare si prepara ad adottare (si spera) il metodo alla cisteina su larga scala, c’è già qualcosa che puoi fare oggi stesso per limitare l’esposizione al mercurio. Il consiglio più immediato che emerge dalla ricerca svedese è anche il più semplice:

  1. Sgocciola sempre il tonno prima di consumarlo. Il liquido di conserva — sia olio che acqua — può contenere parte del mercurio rilasciato durante la lavorazione. Eliminarlo riduce ulteriormente l’esposizione.
  2. Risciacqua il tonno sotto acqua corrente. Un passaggio rapido sotto il rubinetto, dopo aver sgocciolato la lattina, aiuta a rimuovere ulteriori residui. Sì, potresti perdere un po’ di sapore, ma guadagni in sicurezza.
  3. Scegli tonno in acqua anziché in olio. Alcune ricerche suggeriscono che il tonno sott’acqua tende a trattenere meno contaminanti nel liquido di conserva rispetto a quello sott’olio.
  4. Varia le fonti proteiche. Non rinunciare al tonno, ma alternalo con altri pesci a basso contenuto di mercurio come sgombro, sardine e acciughe, che sono anche ricchi di omega-3.
  5. Rispetta le porzioni consigliate. Le linee guida europee suggeriscono di non superare 2-3 porzioni di tonno a settimana per gli adulti, meno per bambini e donne in gravidanza.

Il problema ancora aperto: come smaltire il mercurio

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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