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Emergenza glifosato, queste marche di farina ne contengono quantità pericolose: la lista delle più contaminate

pericolo di glifosato nella farina
Le marche di farina che contengono glifosato - dailyfood.it

Emergenza glifosato nella farina: le marche che ne contengono quantità preoccupanti sono già sugli scaffali del tuo supermercato. Sai davvero cosa c’è nel sacchetto che usi ogni giorno per pane, pizza e dolci?

Aprire la dispensa e trovare la farina è un gesto automatico, quasi rassicurante. Eppure, un’indagine approfondita condotta dalla rivista Il Salvagente ha sollevato una questione cruciale riguardante la qualità della farina in commercio: la presenza di glifosato, il diserbante più usato al mondo, classificato dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) come probabile cancerogeno. I tecnici della rivista hanno analizzato 14 marche di farina tra le più vendute in Italia, e i risultati fanno riflettere. Ecco tutto quello che devi sapere per fare la spesa in modo più consapevole.

Cos’è il glifosato e perché finisce nella farina?

Il glifosato è un erbicida sistemico utilizzato in agricoltura per eliminare le erbe infestanti. Viene spruzzato sui campi di grano — spesso anche come dessicante pre-raccolta, per accelerare la maturazione della spiga — e i suoi residui possono persistere nel chicco fino alla macinazione. Risultato: il glifosato finisce nella farina che compri al supermercato, e di conseguenza nel pane, nella pasta, nei biscotti e in tutto ciò che prepari in cucina.

L’uso del glifosato è ancora autorizzato in Europa, ma la sua presenza negli alimenti di base come la farina solleva interrogativi seri sulla salute pubblica a lungo termine, soprattutto per chi consuma questi prodotti ogni giorno. Il desiderio di mangiare alimenti completamente privi di pesticidi è condiviso da milioni di consumatori: capire quali marche ne contengono di più è il primo passo per tutelarsi.

L’indagine: 14 marche di farina sotto la lente

L’analisi de Il Salvagente ha esaminato 14 campioni di farina tra le marche più diffuse sugli scaffali italiani. Il dato che colpisce subito: 11 campioni su 14 contenevano tracce di glifosato. I valori riscontrati, sebbene non superino i 10 mg/kg previsti dalla normativa europea, hanno destato preoccupazione perché superano la soglia minima di rilevazione analitica fissata a 0,01 mg/kg — il che significa che la contaminazione è reale e misurabile, non un semplice rumore di fondo.

Questo è un tema rilevante poiché la farina è un alimento di base nella dieta di milioni di persone, e la sua contaminazione con pesticidi può avere implicazioni a lungo termine sulla salute pubblica.

Emergenza glifosato: la lista delle marche di farina più contaminate

Tra i campioni analizzati, alcune marche hanno mostrato i livelli più elevati di glifosato. Queste sono le farine con le quantità più preoccupanti rilevate nel test:

  • Caputo Nuvola Farina 0 – Glifosato: 0,024 mg/kg – punteggio 4
  • Eurospin Tre Mulini Farina 00 – Glifosato: 0,024 mg/kg – punteggio 4
  • Esselunga Farina 00 – Glifosato: 0,019 mg/kg – punteggio 4
  • Pam Farina 0 – Glifosato: 0,020 mg/kg – punteggio 4
rischio di glifosato nella farina

Farina con presenza di glifosato: le marche – dailyfood.it

Sebbene tutte queste marche siano al di sotto del limite legale, i valori di glifosato superano la soglia minima di rilevazione analitica di 0,01 mg/kg. Questo aspetto è particolarmente allarmante, poiché indica una presenza di sostanze chimiche che, sebbene legalmente accettabili, potrebbero non essere desiderabili per i consumatori più attenti alla salute.

Cosa hanno risposto le aziende?

Dopo la pubblicazione dei risultati, Il Salvagente ha contattato le aziende interessate — in particolare quelle con i valori di glifosato superiori alla soglia di quantificazione. Le risposte sono state variabili, ma molte aziende hanno sottolineato la loro conformità alle normative vigenti e hanno contestato i risultati del test.

Esselunga, ad esempio, ha dichiarato di aver effettuato controlli interni che hanno confermato valori di glifosato inferiori a quelli segnalati nel test, ribadendo che il limite di legge è di 10 mg/kg. Pam Panorama ha affermato che i risultati del test erano ancora più bassi rispetto ai propri monitoraggi interni, sostenendo di mantenere elevati standard qualitativi. Antimo Caputo, rappresentante di Mulino Caputo, ha evidenziato che i residui trovati erano ampiamente sotto i limiti di legge, assicurando che l’azienda attua un rigoroso monitoraggio per garantire la sicurezza alimentare.

I limiti di legge proteggono davvero i consumatori?

Qui sta il nodo della questione. Le aziende rispettano la legge — e questo è un fatto. Ma il limite europeo di 10 mg/kg per il glifosato nella farina è davvero sufficiente a garantire la nostra sicurezza? Molti esperti e associazioni di consumatori ritengono di no, soprattutto alla luce della classificazione IARC e di studi che suggeriscono effetti negativi anche a basse dosi con esposizione cronica. Il problema non è il singolo piatto di pasta: è il profumo di pane appena sfornato che si ripete ogni giorno, per anni.

L’Unione Europea ha rinnovato l’autorizzazione al glifosato, ma il dibattito scientifico e politico è tutt’altro che chiuso. Nel frattempo, sei tu — consumatore — a dover fare scelte informate.

Come proteggersi: cosa puoi fare subito

Non devi per forza rinunciare alla farina, ma puoi scegliere in modo più consapevole. Ecco alcune strategie pratiche:

  1. Scegli farine biologiche certificate: il disciplinare bio vieta l’uso del glifosato, quindi il rischio di contaminazione si riduce drasticamente.
  2. Preferisci farine italiane da filiera tracciata: alcune aziende indicano in etichetta la provenienza del grano e i metodi di coltivazione. Più trasparenza significa più controllo.
  3. Leggi le etichette con attenzione: cerca marchi che dichiarano esplicitamente l’assenza di residui di pesticidi o che aderiscono a protocolli di agricoltura integrata.
  4. Diversifica le fonti di carboidrati: farro, grano saraceno, avena bio e altri cereali alternativi possono ridurre l’esposizione complessiva ai residui di glifosato.
  5. Tieniti aggiornato: le indagini come quella de Il Salvagente vengono aggiornate periodicamente. Seguire le riviste di settore e le associazioni dei consumatori ti permette di avere sempre la lista più recente delle marche contaminate.

Implicazioni per i consumatori e il futuro della sicurezza alimentare

La presenza di glifosato nelle farine di uso quotidiano pone interrogativi sulla trasparenza e sulla sicurezza dei prodotti alimentari. I consumatori, sempre più consapevoli e informati, tendono a preferire alimenti privi di residui chimici. Questo trend ha portato alcune aziende a rivedere le loro pratiche agricole e a esplorare metodi di produzione più sostenibili.

L’analisi de Il Salvagente rappresenta quindi un importante passo verso una maggiore consapevolezza dei consumatori e una pressione sulle aziende per migliorare la qualità dei loro prodotti. La questione della sicurezza alimentare non è solo una questione normativa, ma una responsabilità condivisa tra produttori e consumatori, entrambi impegnati nella ricerca di alimenti più sani e sostenibili.

FAQ: glifosato nella farina, le domande più frequenti

Il glifosato nella farina fa male alla salute?

La IARC classifica il glifosato come «probabile cancerogeno per l’uomo». I livelli trovati nelle farine analizzate sono al di sotto dei limiti legali europei, ma molti esperti ritengono che l’esposizione cronica — anche a basse dosi — meriti ulteriori studi. La prudenza suggerisce di limitare l’esposizione il più possibile.

Tutte le marche di farina contengono glifosato?

No. Nell’indagine de Il Salvagente, 3 campioni su 14 non presentavano tracce rilevabili di glifosato. Le farine biologiche certificate sono generalmente le più sicure sotto questo profilo.

La farina biologica è davvero priva di glifosato?

Il disciplinare biologico vieta l’uso del glifosato, ma non esclude completamente la possibilità di contaminazioni crociate da campi vicini. In generale, però, le farine bio mostrano livelli di residui significativamente inferiori rispetto alle farine convenzionali.

Qual è il limite legale di glifosato nella farina in Europa?

Il limite massimo di residui (LMR) fissato dalla normativa europea per il glifosato nella farina di frumento è di 10 mg/kg. Tutte le marche analizzate nell’indagine erano ampiamente al di sotto di questa soglia, ma superavano il limite minimo di rilevazione analitica di 0,01 mg/kg.

Come faccio a sapere se la farina che uso è contaminata?

Puoi consultare le indagini periodiche delle riviste di settore come Il Salvagente e le segnalazioni delle associazioni dei consumatori. In alternativa, scegli farine biologiche certificate o marchi che dichiarano esplicitamente l’assenza di residui di pesticidi.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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