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La pizza fritta di Sophia Loren, uno dei sapori più autentici di Napoli che raccontano la tradizione popolare della città

Dorata, fragrante e irresistibile: la pizza fritta è uno dei piatti più amati della cucina napoletana e da sempre rappresenta il lato più popolare e genuino della gastronomia partenopea

Tra i piatti più iconici della cucina napoletana, la pizza fritta occupa un posto speciale. Non è soltanto una ricetta tradizionale, ma un vero simbolo della cultura gastronomica di Napoli. Nata come cibo semplice e sostanzioso, è diventata negli anni uno dei piatti di strada più amati della città: croccante fuori, morbida dentro e capace di racchiudere tutto il profumo della cucina partenopea.

La sua storia affonda le radici nei quartieri popolari del dopoguerra, quando la pizza fritta veniva preparata nelle botteghe o direttamente per strada. Bastavano pochi ingredienti, un impasto ben lievitato e una padella colma di olio bollente per trasformare una ricetta povera in qualcosa di incredibilmente gustoso. Il ripieno, spesso a base di ricotta, salumi e formaggi, rendeva questo piatto ancora più ricco e nutriente.

La sua popolarità è cresciuta anche grazie al cinema. Nel celebre film L’oro di Napoli, diretto da Vittorio De Sica, la giovane Sophia Loren interpreta una pizzaiola di quartiere che frigge pizze davanti alla sua bottega e le serve ai clienti del rione. La scena, diventata iconica, racconta la Napoli popolare del dopoguerra e ha contribuito a fissare nell’immaginario collettivo l’immagine della pizza fritta come uno dei piatti più rappresentativi della città.

Proprio per questo motivo il nome di Sophia Loren è spesso associato a questa ricetta della tradizione. Prepararla oggi significa riportare in tavola uno dei sapori più autentici di Napoli, capace di evocare immediatamente l’atmosfera delle strade della città e la cucina semplice, generosa e conviviale che ha reso celebre la gastronomia partenopea.

Ingredienti (per circa 6 pizze fritte)

Per l’impasto

  • 500 g farina 00
  • 300 ml acqua tiepida
  • 10 g lievito di birra fresco
  • 10 g sale
  • 1 cucchiaio olio extravergine di oliva

Per il ripieno

  • 250 g ricotta
  • 150 g provola o fiordilatte ben scolato
  • 50 g salame napoletano a cubetti
  • 50 g pecorino grattugiato
  • pepe nero q.b.

Per friggere
olio di semi di arachide abbondante

 

Come preparare una pizza fritta a regola d’arte: la ricetta di DailyFood.it

Preparazione

  1. Prepara l’impasto. Sciogli il lievito nell’acqua tiepida. Versa la farina in una ciotola capiente e aggiungi gradualmente l’acqua con il lievito iniziando a impastare. Unisci il sale e l’olio extravergine e continua a lavorare fino a ottenere un impasto morbido ed elastico.
  2. Lascia lievitare. Copri l’impasto con un canovaccio e lascialo riposare per circa due ore, finché non raddoppia di volume.
  3. Prepara il ripieno. In una ciotola unisci la ricotta, la provola tagliata a cubetti, il salame e il pecorino grattugiato. Mescola bene gli ingredienti e aggiungi una macinata di pepe nero.
  4. Forma le pizze. Dividi l’impasto in sei palline. Stendile delicatamente con le mani fino a ottenere dei dischi di circa quindici centimetri.
  5. Farcisci. Metti al centro di ogni disco un cucchiaio di ripieno. Ripiega l’impasto a mezzaluna e sigilla bene i bordi premendo con le dita.
  6. Friggi. Scalda abbondante olio di semi in una padella profonda. Quando è ben caldo immergi le pizze e friggile fino a quando diventano dorate e gonfie, girandole a metà cottura.
  7. Scola e servi. Trasferiscile su carta assorbente per eliminare l’olio in eccesso e gustale calde, quando l’esterno è croccante e il ripieno ancora cremoso.

La pizza fritta preparata in questo modo conserva tutta la sua anima tradizionale: un impasto soffice, una frittura dorata e un ripieno ricco che profuma di cucina napoletana.

Anita Borriello

Scrivo sul web dal 2003 e lavoro nel digital publishing occupandomi di contenuti editoriali e strategie SEO. Ho studiato informatica umanistica all’Università di Pisa, un percorso che unisce tecnologia, linguaggio e comunicazione. Negli anni ho sviluppato progetti editoriali e contenuti online con un approccio che combina analisi dei dati, esperienza sul campo e attenzione alla qualità della scrittura.

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