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Ho provato a preparare il ragù napoletano come lo faceva Titina De Filippo e ho capito perché tutta la famiglia glielo chiedeva sempre

Nella tradizione napoletana il ragù non è solo un sugo, ma quasi un rituale. L’attrice Titina De Filippo, sorella di Eduardo e Peppino, era famosa per il suo ragù lento e profumatissimo, raccontato anche nei ricordi della famiglia De Filippo.

Quando si parla di cucina napoletana è impossibile non pensare al ragù che cuoce lentamente per ore, riempiendo la casa di profumo. È una ricetta che appartiene alla tradizione più autentica della città e che spesso viene tramandata di generazione in generazione.

Tra le persone che lo preparavano con grande passione c’era anche Titina De Filippo, attrice e sorella dei celebri Eduardo e Peppino. Nella famiglia De Filippo il ragù era quasi una cerimonia domenicale: una pentola sul fuoco per tutta la mattina e il sugo che “pippia”, cioè sobbolle piano piano.

Il segreto di questo piatto non è la complessità degli ingredienti, ma il tempo. Il ragù napoletano cuoce lentamente fino a diventare denso, scuro e incredibilmente saporito.

Ingredienti

  • 500 g di carne di manzo (muscolo o tracchie)
  • 300 g di costine di maiale
  • 700 ml di passata di pomodoro
  • 1 cipolla grande
  • 4 cucchiai di olio extravergine di oliva
  • 100 ml di vino rosso
  • sale q.b.
  • pepe q.b.
  • basilico fresco
Ragù napoletano: la ricetta dei “Bassi” – DailyFood

Preparazione

  1. In una casseruola capiente fai soffriggere la cipolla tritata nell’olio extravergine di oliva.
  2. Aggiungi i pezzi di carne e falli rosolare lentamente su tutti i lati.
  3. Sfuma con il vino rosso e lascia evaporare l’alcol.
  4. Versa la passata di pomodoro e aggiungi qualche foglia di basilico.
  5. Copri la pentola lasciando uno spiraglio e lascia cuocere a fuoco molto basso per almeno 3 ore.
  6. Durante la cottura il sugo deve sobbollire lentamente. A Napoli si dice che il ragù deve “pippiare”, cioè cuocere piano piano senza mai bollire troppo.
  7. Quando il sugo diventa denso e scuro è pronto.

Tradizionalmente il ragù napoletano si usa per condire ziti o paccheri, mentre la carne che ha cotto nel sugo viene servita come secondo piatto.

È una ricetta che richiede tempo e pazienza, ma che racconta perfettamente lo spirito della cucina napoletana: lenta, generosa e profondamente legata alla famiglia.

Anita Borriello

Scrivo sul web dal 2003 e lavoro nel digital publishing occupandomi di contenuti editoriali e strategie SEO. Ho studiato informatica umanistica all’Università di Pisa, un percorso che unisce tecnologia, linguaggio e comunicazione. Negli anni ho sviluppato progetti editoriali e contenuti online con un approccio che combina analisi dei dati, esperienza sul campo e attenzione alla qualità della scrittura.

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