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Passata di pomodoro: il Salvagente scopre pesticidi in 8 marchi su 16

Passata di pomodoro: il test del Salvagente scopre pesticidi in 8 marchi su 16

Ti è mai capitato di prendere un barattolo di passata di pomodoro dallo scaffale del supermercato senza pensarci troppo, magari scegliendo quello che usi da sempre, quello del marchio che conosci, quello che ti ricorda il profumo della cucina di casa? È un gesto automatico, quasi affettuoso. Eppure dietro quella salsa rossa e vellutata si nascondono differenze che vale davvero la pena conoscere. Il tema della passata di pomodoro e dei pesticidi è tornato prepotentemente sotto i riflettori grazie a un’indagine di laboratorio condotta dalla rivista Il Salvagente, che ha analizzato 16 passate di pomodoro di origine italiana, scoprendo risultati che lasciano qualche interrogativo aperto — anche quando tutto, tecnicamente, rientra nei limiti di legge.

Il test de Il Salvagente: cosa è stato analizzato e perché

Il Salvagente è una delle riviste italiane di consumatori più attente e indipendenti. Il loro metodo è semplice ma efficace: acquistano i prodotti come farebbe qualsiasi cittadino, li portano in laboratorio e analizzano quello che trovano dentro. I risultati del test sulle passate di pomodoro sono stati pubblicati nel numero di giugno 2026, dopo una pausa di tre anni dall’ultima indagine sullo stesso prodotto. Sedici campioni di passata, tutti di produzione italiana, sono finiti sotto la lente: l’obiettivo era misurare sia la qualità — attraverso i gradi Brix, che indicano la concentrazione degli zuccheri e quindi la densità del prodotto — sia la sicurezza, verificando la presenza di residui di pesticidi.

Il risultato che ha fatto più discutere? La passata di pomodoro con pesticidi non è un’eccezione rara: lo spirotetramat, un insetticida, è stato rilevato in 8 passate su 16. La metà esatta dei campioni analizzati. Un dato che merita attenzione, anche se — ed è importante dirlo subito — tutti i campioni rispettano i limiti legali attualmente vigenti.

Spirotetramat: cos’è e perché preoccupa

Non è un nome facile da pronunciare, ma vale la pena conoscerlo. Lo spirotetramat è un insetticida sistemico utilizzato in agricoltura per combattere parassiti succhiatori come afidi e aleurodidi. Il problema è che a livello europeo la sua storia normativa è diventata sempre più complicata: l’Unione Europea ne ha vietato l’uso a partire dall’ottobre 2025. All’Italia, però, è stata concessa una deroga che ha permesso di continuare a utilizzarlo fino al 29 luglio 2026.

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Questo significa che le passate analizzate da Il Salvagente — alcune delle quali risultavano imbottigliate in inverno o addirittura risalenti a tre anni prima — potrebbero contenere residui di un principio attivo che l’Europa ha già deciso di escludere dal mercato. Il motivo del bando non è banale: lo spirotetramat è sospettato di essere nocivo per la fertilità e per lo sviluppo fetale. Non si tratta di una certezza assoluta, ma di un sospetto sufficientemente fondato da spingere le autorità europee a intervenire.

Il limite legale per questo pesticida nella passata di pomodoro è fissato a 1 mg/kg. Tra i campioni analizzati, la passata Esselunga ha registrato la concentrazione più alta: 0,909 mg/kg, vicinissima alla soglia massima consentita. Al secondo posto troviamo la passata Selex, con 0,805 mg/kg. Entrambi i valori sono sotto il limite, ma la prossimità alla soglia non può non far riflettere, soprattutto in considerazione del fatto che si tratta di una sostanza già bandita a livello comunitario.

I gradi Brix: la qualità che si misura

Accanto alla questione dei pesticidi, il test ha misurato un parametro fondamentale per valutare la qualità reale di una passata: i gradi Brix. In parole semplici, i gradi Brix indicano la quantità di solidi solubili disciolti nel prodotto — principalmente zuccheri naturali del pomodoro — e sono un indicatore diretto della concentrazione e della ricchezza del sapore. Più alta è la cifra, più la passata è densa, saporita e genuina. La legge italiana prevede un intervallo preciso: tra 5 e 12 gradi Brix.

Anche qui le differenze tra i prodotti sono state notevoli. La passata Esselunga ha ottenuto il punteggio più alto: 9,3 gradi Brix, un risultato eccellente che indica una passata ricca e concentrata. Subito dopo si sono posizionate la versione steam di Valfrutta e la passata Mutti, due nomi storici nel panorama italiano delle conserve di pomodoro. All’estremo opposto della classifica troviamo la passata Pomodorissimo Santa Rosa, ferma a soli 4,6 gradi Brix: un valore che non solo è tra i più bassi del test, ma scende addirittura al di sotto del limite minimo legale di 5 gradi. Un dato che solleva interrogativi sulla reale qualità e concentrazione del prodotto.

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Come leggere i risultati: tra legalità e scelta consapevole

È fondamentale non cadere nell’allarmismo. Nessuna delle 16 passate analizzate supera i limiti di legge per i pesticidi. Questo è un dato certo e va detto con chiarezza. Ma la presenza di spirotetramat in metà dei campioni testati apre una riflessione più ampia: i limiti legali vengono stabiliti sulla base delle conoscenze scientifiche disponibili al momento, e il fatto che l’Europa abbia già deciso di bandire questa sostanza suggerisce che il quadro normativo si stia evolvendo in direzione di una maggiore cautela.

Cosa può fare il consumatore, concretamente? Ecco alcuni punti utili da tenere a mente la prossima volta che sei davanti allo scaffale:

  • Controlla la data di produzione: alcune passate analizzate erano state imbottigliate in inverno o risultavano prodotte tre anni prima. Una passata fresca, realizzata in piena stagione del pomodoro, è generalmente più affidabile dal punto di vista qualitativo.
  • Guarda i gradi Brix sull’etichetta, se indicati: un prodotto con una buona concentrazione di solidi solubili è tendenzialmente più ricco di sapore e meno “allungato” con acqua.
  • Diversifica i marchi: affidarsi sempre allo stesso prodotto senza mai confrontarlo con altri significa rinunciare a informazioni che possono fare la differenza.
  • Scegli prodotti con certificazioni biologiche quando possibile: l’agricoltura biologica esclude per definizione l’uso di pesticidi di sintesi come lo spirotetramat.

Per chi vuole approfondire i dettagli del test e leggere la classifica completa dei 16 prodotti, il testo integrale è disponibile sul sito ufficiale di Il Salvagente.

Cosa cambia ora che la deroga è scaduta

Con la scadenza della deroga italiana il 29 luglio 2026, lo spirotetramat non può più essere utilizzato sui campi italiani. Questo significa che le prossime campagne di pomodoro — e le passate prodotte con i pomodori raccolti da questa stagione in poi — non dovrebbero più contenere residui di questa sostanza, almeno in teoria. Nella pratica, i tempi della filiera alimentare sono più lunghi: i prodotti già imbottigliate prima di quella data possono restare sugli scaffali ancora per mesi o anni, dato che le passate hanno una lunga durata di conservazione.

Il test de Il Salvagente arriva quindi in un momento di transizione importante, in cui vecchie abitudini produttive si scontrano con nuove regole europee. Monitorare la qualità della passata di pomodoro e dei pesticidi che eventualmente contiene non è un esercizio di paranoia, ma un atto di consapevolezza. Perché la passata di pomodoro è uno degli ingredienti più usati nella cucina italiana — entra nel ragù della domenica, nella pizza del venerdì, nella parmigiana dell’estate — e merita la stessa attenzione che riserviamo a qualsiasi altro alimento che mettiamo in tavola ogni giorno. Scegliere bene, in questo caso, è davvero alla portata di tutti.

Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.

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