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Sono queste le peggiori merendine confezionate: l’analisi di Altroconsumo non lascia scampo

Altroconsumo ha analizzato decine di merendine vendute in Italia: i risultati mettono in discussione le scelte quotidiane di milioni di famiglie

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Sono queste le peggiori merendine confezionate, l'analisi di Altroconsumo - dailyfood.it

Le merendine confezionate riempiono le corsie dei supermercati e, spesso, anche le dispense degli italiani. Comode, dolci, colorate, fanno gola a grandi e piccoli — ma ti sei mai chiesto cosa si nasconde davvero dentro quella confezione colorata? Zuccheri in eccesso, grassi saturi e ingredienti ultraprocessati sono spesso i protagonisti silenziosi. Ecco perché l’analisi di Altroconsumo sulle peggiori merendine confezionate ha fatto tanto rumore: i risultati non lasciano scampo e, soprattutto, ci aiutano a fare scelte più consapevoli ogni giorno.

Sono state prese in esame decine di prodotti venduti nei principali supermercati e discount italiani, sia marchi noti che private label. Ogni merendina è stata analizzata secondo criteri precisi e ripetibili, in modo da stilare una classifica di merito. Il risultato? Una mappa dettagliata che rivela cosa mettiamo davvero nel carrello ogni settimana — e cosa forse dovremmo riconsiderare.

Perché l’analisi di Altroconsumo sulle merendine è ancora rilevante

Altroconsumo è una delle principali associazioni italiane a difesa dei consumatori e la sua indagine sulle merendine confezionate rimane uno dei riferimenti più citati quando si parla di qualità degli snack dolci. L’obiettivo non era demonizzare un intero settore, ma fornire ai consumatori uno strumento concreto per orientarsi in uno scaffale sempre più affollato. Ancora oggi, i criteri usati in quell’analisi sono un punto di partenza fondamentale per valutare qualsiasi merendina tu stia per mettere nel carrello.

I criteri dell’analisi: etichetta, ingredienti e valori nutrizionali

Lo studio ha seguito un approccio rigoroso, partendo dai valori nutrizionali, in particolare calorie, grassi saturi, zuccheri e contenuto di fibre. Questi elementi sono fondamentali per valutare l’equilibrio complessivo di un alimento destinato spesso alla colazione o alla merenda dei bambini.

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Un secondo criterio ha riguardato la qualità degli ingredienti: tipo di farine utilizzate, presenza o meno di olio di palma, uso di burro o olio di colza, e presenza di aromi, additivi e conservanti. Altroconsumo ha posto attenzione anche all’etichettatura: chiarezza delle informazioni, trasparenza e facilità di comprensione per il consumatore.

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I criteri dell’analisi: etichetta, ingredienti e valori nutrizionali – dailyfood.it

Infine, sono state considerate le caratteristiche nutrizionali aggiuntive, come l’eventuale presenza di farine integrali, l’assenza di glutine o la riduzione di zuccheri. In totale, ogni prodotto ha ricevuto un punteggio che ha permesso di costruire la classifica complessiva, dalla merendina più equilibrata a quella meno convincente.

La classifica completa: le migliori e le peggiori merendine secondo Altroconsumo

Il primo posto è occupato da una sorpresa: il tortino Equilibrio senza glutine di Esselunga, a base di grano saraceno, mais e riso, che ha ottenuto un punteggio di 53. A pari merito, ma con una composizione diversa, si piazzano i plumcake Bio Esselunga e i plumcake integrali Coop, con 49 punti ciascuno.

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Tra i marchi più noti, si segnalano i Pan Goccioli e i Flauti al cioccolato di Mulino Bianco, che raggiungono 48 punti. Poco sotto, restano nella media i classici Buondì Motta, i plumcake allo yogurt e le Camille Ricche di fibre, tutti attorno ai 46 punti.

Nel gruppo centrale si posizionano prodotti di Eurospin, Kinder, Conad, Bahlsen, Misura e Lidl, che oscillano tra i 44 e i 43 punti. In fondo alla classifica, con valori inferiori ma comunque diffusi nelle abitudini alimentari di molti italiani, si trovano i plumcake integrali e i trancini al cacao, con 43 punti. Nessun prodotto è stato escluso, ma i dati invitano a un’attenzione più consapevole su cosa si consuma abitualmente.

Quali sono le peggiori merendine confezionate? I segnali da non ignorare

Secondo l’analisi di Altroconsumo, le merendine che si posizionano peggiore in classifica condividono alcune caratteristiche ricorrenti. Tenerle a mente ti permette di riconoscerle anche sugli scaffali, indipendentemente dal marchio:

  1. Alto contenuto di zuccheri semplici — spesso superiore al 30% del peso totale del prodotto.
  2. Presenza di grassi saturi elevati — spesso derivanti da oli tropicali o burro in grandi quantità.
  3. Lista ingredienti lunghissima — con aromi artificiali, emulsionanti e conservanti che segnalano un alto grado di ultraprocessazione.
  4. Assenza di fibre — le merendine peggiori usano farine raffinate senza alcuna quota integrale.
  5. Etichetta poco trasparente — informazioni nutrizionali difficili da leggere o presentate in modo fuorviante.

Se una merendina spunta più di tre di questi campanelli d’allarme, è il momento di cercare un’alternativa più equilibrata — o di ridurne la frequenza di consumo.

Come leggere l’etichetta per evitare le merendine peggiori

Non serve essere nutrizionisti per orientarsi meglio. Bastano pochi secondi davanti allo scaffale e qualche regola pratica:

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