È uno di quei prodotti che finiscono nel carrello quasi senza pensarci. Bottiglia in vetro, etichetta dai toni patriottici, promessa implicita di genuinità. La passata di pomodoro ha un posto fisso nelle cucine italiane, simbolo di tradizione e semplicità. Eppure, lo shock Altroconsumo sui pesticidi tossici nelle passate di pomodoro ha cambiato il modo in cui molti consumatori guardano questo prodotto sullo scaffale: la tua scelta a tavola, dopo aver letto i risultati, non sarà davvero più la stessa.
L’indagine — pubblicata da Altroconsumo e ancora attualissima — ha esaminato 24 passate vendute nei supermercati italiani, valutandole secondo criteri di composizione, gusto e sicurezza alimentare. Tutti i campioni analizzati sono risultati conformi alla normativa: contengono vera passata, senza acqua aggiunta né ingredienti non dichiarati. Ma in 10 bottiglie su 24 sono state rilevate tracce di pesticidi, sostanze chimiche utilizzate in agricoltura che, in alcuni casi, non sono più autorizzate in Europa. Un dato che fa riflettere, soprattutto se pensi a quante volte a settimana apri una di quelle bottiglie.
Lo shock Altroconsumo: pesticidi tossici nelle passate di pomodoro, cosa è emerso davvero
I laboratori incaricati da Altroconsumo hanno identificato residui in quasi la metà dei campioni. Nessun valore fuori legge, sia chiaro. Ma la presenza stessa di queste sostanze, seppur sotto soglia, apre una riflessione seria. In particolare, è emerso il Dimetomorf, fungicida non più autorizzato nell’UE, riscontrato in sei prodotti tra cui Pomì, Le Stagioni d’Italia, Rosso Gargano, Le Conserve della Nonna, La Torrente e Delizie del Sole (Eurospin).
Nel caso di Rosso Gargano, le analisi hanno individuato più sostanze contemporaneamente, inclusi lo Spirotetrammato e il Difenoconazolo. Quest’ultimo è comparso anche nella passata Selex, insieme al Boscalid, un altro principio attivo sotto osservazione da parte della comunità scientifica. Le soglie rilevate non superano i limiti di legge, ma alcuni esperti sottolineano come l’accumulo di più residui nello stesso alimento possa comunque rappresentare un rischio da non sottovalutare.
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Altroconsumo invita a leggere le etichette con maggiore attenzione e a considerare che, se due terzi dei campioni non presentano alcuna traccia di pesticidi controversi, significa che un’alternativa più pulita è concretamente possibile. La differenza non è solo tecnica o sanitaria: è anche una scelta culturale.
Perché il Dimetomorf nelle passate di pomodoro preoccupa così tanto?
Il Dimetomorf è un fungicida sistemico usato per combattere le muffe nelle coltivazioni di pomodoro. Il problema? L’Unione Europea ne ha vietato l’uso, il che significa che la sua presenza — anche in tracce — indica che quei pomodori potrebbero provenire da filiere non completamente allineate agli standard europei, oppure che i residui persistono nel prodotto finito nonostante i processi di lavorazione. Non è un dettaglio da ignorare quando si parla di un alimento che consumi più volte a settimana, magari anche per i tuoi figli.
Il vero nodo, sottolineano gli esperti, non è il singolo residuo ma il cosiddetto effetto cocktail: l’esposizione simultanea a più sostanze chimiche diverse, ciascuna sotto il limite legale, ma il cui impatto combinato sull’organismo è ancora oggetto di studio. Un motivo in più per scegliere con attenzione.
I risultati migliori? Dove non ci sono residui chimici
Su 24 passate analizzate, 14 non hanno mostrato alcun residuo di pesticidi, fatta eccezione per il rame, unico fitofarmaco autorizzato anche nel biologico. Proprio questi prodotti si sono distinti anche per qualità gustativa e parametri tecnici. In cima alla classifica compare la Passata Conad, apprezzata per equilibrio, consistenza e pulizia degli ingredienti. Non è la più costosa, anzi: è tra le più economiche tra quelle promosse e ha ricevuto la menzione di Miglior Acquisto.
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Un test rivela tracce di sostanze chimiche in alcuni marchi noti: tutto regolare, ma il dubbio resta. – www.dailyfood.it
Un dato che conferma come il prezzo non sia un indicatore affidabile di qualità. In questo caso, spendere meno ha significato ottenere un prodotto più pulito e ben fatto. Un segnale positivo per chi acquista con attenzione e desidera ridurre l’esposizione quotidiana a sostanze non sempre dichiarate.
Il messaggio finale dell’indagine è chiaro: scegliere consapevolmente si può. E tra i prodotti più semplici e presenti sulle nostre tavole, la differenza passa dai dettagli, anche quando si parla di un barattolo di passata.
Come scegliere la passata di pomodoro più sicura al supermercato
Dopo lo shock Altroconsumo sui pesticidi nelle passate di pomodoro, ecco alcune indicazioni pratiche per orientarti meglio tra gli scaffali:
- Controlla l’etichetta di origine: preferisci passate che indicano chiaramente la provenienza italiana del pomodoro, con filiera tracciabile.
- Valuta le certificazioni biologiche: i prodotti bio sono soggetti a controlli più stringenti sull’uso dei pesticidi e vietano quelli di sintesi.
- Non farti ingannare dal prezzo: come ha dimostrato il test, la Passata Conad — tra le più economiche promosse — è risultata anche tra le più pulite.
- Diffida delle etichette generiche: diciture come
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








