Hai mai desiderato pranzare sotto un pergolato sulle colline torinesi, con il profumo dell’erba fresca, un bicchiere di Pelaverga in mano e davanti a te un piatto di agnolotti come li faceva la nonna? Quella sensazione esiste davvero, e ha un indirizzo preciso. La Pigna d’Oro è uno di quei posti che ti fanno capire perché il Piemonte, quando vuole, sa essere irresistibile.
Un pergolato con vista sulla valle: l’atmosfera che non ti aspetti
Il locale dispone di due ampie terrazze — una scoperta, una coperta da un bellissimo pergolato — che regalano una visuale magnifica sulla valle circostante. Sedersi qui, con un sole timido ma caldo che filtra tra i rami, è già di per sé un’esperienza. Non fai in tempo a sistemarti sulla sedia che ti propongono subito un aperitivo di benvenuto per introdurti al menù del giorno: molto, molto piemontese, recitato rigorosamente in dialetto. Sì, hai letto bene.
Una storia che parte dall’Ottocento
Il ristorante nasce a fine Ottocento, come locanda di stallaggio lungo la via per Asti. Chissà quante persone si fermavano con i propri animali affaticati per un ristoro dalla famiglia Perotto. Quella vocazione all’accoglienza genuina non è mai andata via: la ritrovi nell’atmosfera familiare, nel carrello dei dolci che staziona accanto al tuo tavolo, nel menù che cambia seguendo la stagione.
Antipasti: i classiconi che non deludono mai
Decidiamo di iniziare con due piatti della tradizione piemontese doc:
- Vitello tonnato alla vecchia maniera — senza maionese, come vuole la ricetta originale. La carne è tenerissima e la salsa tonnata è, finalmente, densa al punto giusto e non liquida.
- Battuta cruda di vitellona con aglio, olio e pepe — semplice, diretta, perfetta.

Vitello tonnato della tradizione

Carne cruda di vitellona
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Primi piatti: una scelta che mette in crisi
I primi sono parecchi e ci vuole concentrazione per ricordarli tutti. Gnocchi, tagliolini e agnolotti con il condimento che preferisci: burro e salvia, sugo d’arrosto, ragù. Noi proviamo:
- Tagliolini ai 30 tuorli con il sugo d’arrosto — una pasta all’uovo ricchissima, con quel colore giallo intenso che già da solo racconta tutto.
- Delizie Pigna d’Oro — una sorta di crêpes con formaggio e prosciutto, disposte a forma di rose. Un piatto scenografico e goloso allo stesso tempo.

Crepes con prosciutto e formaggio

Tagliolini al sugo d’arrosto
Secondi: dalla tradizione contadina al carrello dei dolci
Attendiamo il secondo sorseggiando un Verduno Pelaverga di Cascina Massara — fresco, leggermente speziato, perfetto con le colline torinesi sullo sfondo. Poi arrivano:
- Maialino in crosta di rubatà — croccante fuori, morbido dentro, con quella nota biscottata dei grissini piemontesi che fa la differenza.
- Rane fritte (o alla provenzale, con abbondante aglio, se preferisci): un piatto che divide, ma che qui convince.

Rane fritte

Maialino in crosta di rubatà
Il carrello dei dolci: il momento che aspettavi
So già che finirò nel terzo girone dell’Inferno dantesco insieme ai golosi, ma ammettiamolo: avevo già studiato il carrello dei dolci ancor prima che arrivassero i secondi. Ed arrivano in grande stile. Il carrello rimane davanti al nostro tavolo per almeno 15 minuti — tempo più che sufficiente per cedere a tutto. Seguendo ossequiosamente la tradizione, assaggiamo:
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- Torta langarola alle nocciole
- Bunet
- Zuppa inglese
- Tiramisù
Ma i pezzi forti sono due: una grappa servita nel bambù — un finepasto dal sapore deciso, con un sentore di cannella marcato che arriva tutto alla fine insieme alla botta alcolica — e dei cremini freddi ai gusti assortiti serviti tra il caffè e la grappa. Piccoli, golosi, irresistibili.

Perché vale la gita fuori porta
Se stai cercando un posto dove pranzare sotto un pergolato sulle colline torinesi con una cucina piemontese autentica — non rielaborata, non fusion, non instagrammata — la Pigna d’Oro è la risposta giusta. Il menù recitato in piemontese, l’aria pulita, la magnifica visuale tra il pergolato e la valle: tutto concorre a creare un’esperienza che va oltre il semplice pasto. È una domenica fuori porta che ti rimane addosso, nel senso migliore del termine.
FAQ: pranzare sulle colline intorno a Torino
Vale la pena prenotare in anticipo?
Assolutamente sì, soprattutto nei weekend primaverili ed estivi. Il pergolato è molto richiesto e i posti all’aperto si esauriscono in fretta.
Il menù cambia spesso?
Sì, segue la stagionalità e la tradizione piemontese. Alcuni piatti — come il vitello tonnato e gli agnolotti — sono fissi, altri ruotano in base alla disponibilità degli ingredienti.
È adatto alle famiglie?
Perfettamente. Il clima familiare è uno dei punti di forza del locale, e lo spazio all’aperto lo rende ideale anche con i bambini.
Come si raggiunge dalla città?
Il ristorante si trova sulle colline nei dintorni di Torino, facilmente raggiungibile in auto in circa 30-40 minuti dal centro. Un percorso panoramico che è già parte dell’esperienza.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








