Abbacchio a scottadito: secondo pasquale tipico della cucina romana - DailyFood.it
Ci sono piatti che raccontano Roma ancora prima di arrivare in tavola. L’abbacchio a scottadito è uno di questi. Basta pensare a una brace rovente, alle costolette che iniziano a sfrigolare e a quel profumo intenso che si diffonde nell’aria e fa venire subito fame.
È una ricetta storica della cucina romana, da sempre legata ai pranzi di festa e in particolare alla Pasqua. Con il tempo però è diventata uno dei simboli più amati della gastronomia laziale e oggi la si trova spesso anche nelle fraschette dei Castelli Romani, dove la carne alla brace è protagonista assoluta.
Il nome è curioso ma perfettamente azzeccato: le costolette vengono servite appena tolte dal fuoco e sono così calde che si mangiano quasi scottandosi le dita.
La forza di questo piatto sta nella sua semplicità. Pochi ingredienti, una carne di qualità e una brace ben calda sono tutto quello che serve per ottenere un risultato davvero straordinario.
Preparare le costolette
Dividi le costolette una ad una e, se necessario, battile leggermente con il batticarne. Questo passaggio aiuta la carne a cuocere in modo uniforme e a restare tenera.
Insaporire la carne
In una ciotola mescola l’olio extravergine di oliva con l’aglio schiacciato, il rosmarino tritato e una macinata di pepe. Massaggia bene le costolette con questo condimento e lasciale riposare per circa 30 minuti.
Scaldare bene la griglia
Il segreto dell’abbacchio a scottadito è la cottura veloce su una brace molto calda. Se usi una griglia o una bistecchiera assicurati che sia ben rovente prima di iniziare.
Cuocere l’abbacchio
Disponi le costolette sulla griglia e cuocile per circa 2 o 3 minuti per lato. La superficie deve diventare dorata e leggermente croccante, mentre l’interno resta morbido e succoso.
Servire subito
Appena tolte dalla griglia aggiungi il sale e un filo di olio extravergine di oliva. Se ti piace puoi completare con una grattugiata di scorza di limone che dona al piatto un profumo fresco e delicato.
Nelle trattorie di Roma e nelle fraschette dei Castelli Romani l’abbacchio a scottadito viene servito immediatamente appena tolto dalla brace. È proprio quel calore intenso a rendere la carne irresistibile.
Di solito si accompagna con pane casareccio, cicoria ripassata oppure con una semplice insalata e un bicchiere di vino rosso dei Castelli.
È uno di quei piatti che dimostrano quanto la cucina italiana possa essere straordinaria anche con pochi ingredienti: basta il profumo della brace per capire che si sta per mangiare qualcosa di davvero speciale.
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