La pizza di polenta del Lazio: il dolce antico che ti sorprende al primo morso
Hai mai sentito parlare di una pizza di polenta? No, non è uno scherzo e non è nemmeno un errore di stampa. Nel Lazio esiste davvero una preparazione che porta questo nome curioso, e appena la assaggi capisci subito perché è rimasta nel cuore delle famiglie laziali per generazioni. Profumo di cannella, uvetta morbida, pinoli dorati: benvenuto in uno dei dolci regionali più affascinanti e meno conosciuti d’Italia.
Oggi ti portiamo dritto nella tradizione laziale con questa pizza di polenta con cannella, uvetta e pinoli, una ricetta antichissima che a primo impatto potrebbe confondere — la parola “pizza” e la parola “polenta” insieme fanno venire mille domande — ma che in realtà è un dolce a tutti gli effetti, buono, veloce e assolutamente da provare. Pronto a scoprirla?
Cos’è la pizza di polenta laziale?
Prima di mettere le mani in pasta, vale la pena capire di cosa stiamo parlando. La pizza di polenta del Lazio è un dolce rustico da forno, preparato con farina gialla a grana fine (la stessa della polenta), ricotta romana, zucchero, uvetta, pinoli e cannella. Niente lievito, niente uova: la consistenza è densa e compatta, quasi come una torta di semolino, con una superficie leggermente croccante e un interno morbido e profumato.
Il nome pizza qui non ha nulla a che fare con la pizza napoletana: in molte zone del centro Italia, e nel Lazio in particolare, il termine veniva usato storicamente per indicare qualsiasi preparazione piatta cotta al forno, dolce o salata. Ecco svelato il mistero!
Oggi questa ricetta tradizionale viene spesso semplificata: molte versioni moderne eliminano la ricotta e la cannella. Noi ti proponiamo invece la versione più antica e completa, quella che racconta davvero la storia di questo dolce laziale.
Ingredienti
- 250 gr di farina gialla a grana fine
- 250 gr di ricotta romana
- 125 gr di zucchero semolato
- 25 gr di uvetta passolina
- 25 gr di pinoli
- strutto (ma solo per imburrare la teglia)
- cannella in polvere
Come si prepara la pizza di polenta con cannella, uvetta e pinoli
La buona notizia? Questa ricetta è più semplice di quanto sembri. Bastano pochi passaggi e un po’ di pazienza durante la cottura. Ecco come procedere.
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1. Ammolla l’uvetta
Partite mettendo a bagno l’uvetta in acqua leggermente calda per almeno quindici minuti, scolatela e asciugatela utilizzando un panno pulito. Questo passaggio è fondamentale: l’uvetta reidratata rimane morbida durante la cottura e sprigiona tutto il suo profumo dolce all’interno del dolce.
2. Prepara il composto
In una ciotola piuttosto capiente diluite la ricotta con dell’acqua tiepida e mescolate bene con un cucchiaio di legno o una frusta; una volta amalgamata bene aggiungete lo zucchero semolato e continuate a mescolare. A questo punto aggiungete anche la farina gialla, versando lentamente, unite anche un po’ di cannella e l’uvetta che avete scolato ed asciugato precedentemente. Il risultato sarà un impasto denso e profumato: è esattamente quello che cerchiamo.
3. Versa nella teglia e guarnisci
Munitevi di una teglia rotonda e ungetela con dello strutto (o se proprio non vi piace va bene anche il burro) e versateci il composto che avete ottenuto. Cospargete di uvetta e pinoli la superficie — e qualche fiocco di strutto o burro — per ottenere quella crosticina dorata e croccante che rende questa pizza di polenta irresistibile.

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4. Cottura lenta e paziente
Infornate a temperatura bassa (massimo 150°). Il tempo di cottura è più o meno un’ora totale. La cottura lenta è il segreto: permette alla farina gialla di cuocersi in modo uniforme senza bruciare la superficie. Non avere fretta — il profumo che si diffonderà in cucina sarà già una ricompensa.

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Come servire la pizza di polenta laziale
La pizza di polenta con cannella, uvetta e pinoli puoi servirla sia tiepida che fredda: è buona lo stesso, in entrambi i casi. Tiepida sprigiona tutto il profumo della cannella; fredda diventa più compatta e si taglia in modo perfetto. Accompagnala con un bicchiere di vino dolce laziale o con una tazza di tè caldo per una merenda autentica e confortante.
Conservala coperta a temperatura ambiente per due o tre giorni: se ci arriva, perché di solito finisce prima.
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Perché vale la pena riscoprire questo dolce del Lazio
Nel nostro viaggio alla scoperta delle specialità regionali d’Italia, la pizza di polenta laziale con cannella, uvetta e pinoli merita un posto speciale. È un dolce che racconta la cucina povera e ingegnosa del passato, quando con pochi ingredienti semplici si riusciva a creare qualcosa di straordinario. La farina gialla al posto della farina 00, la ricotta romana come base cremosa, la cannella come tocco aromatico: ogni elemento ha una storia da raccontare.
Provarla significa portare in tavola un pezzo di tradizione laziale autentica, lontana dai circuiti turistici e vicina alle cucine di casa. E questo, oggi più che mai, vale moltissimo.
La vostra pizza di polenta è pronta: buona degustazione!
FAQ sulla pizza di polenta del Lazio
La pizza di polenta laziale è davvero una pizza?
No, non nel senso moderno del termine. Si tratta di un dolce da forno a base di farina gialla, ricotta e aromi. Il nome “pizza” deriva dall’uso storico del termine nel centro Italia per indicare qualsiasi preparazione piatta cotta al forno.
Posso sostituire lo strutto con il burro?
Sì, assolutamente. Lo strutto è l’ingrediente tradizionale per ungere la teglia e guarnire la superficie, ma il burro funziona benissimo come alternativa senza alterare il risultato finale.
Posso usare la farina di mais per polenta normale invece della farina gialla a grana fine?
Meglio usare la farina gialla a grana fine come indicato nella ricetta: una grana troppo grossa renderebbe il dolce eccessivamente rustico e difficile da tagliare. Se non la trovi, cerca la farina bramata fine o la farina per polenta istantanea fine.
Quanto si conserva la pizza di polenta con uvetta e pinoli?
Si conserva bene per due o tre giorni a temperatura ambiente, coperta con un canovaccio o della pellicola. Con il passare del tempo tende a compattarsi ulteriormente, ma il sapore rimane ottimo.
È un dolce adatto a chi è intollerante al glutine?
La farina gialla di mais è naturalmente senza glutine, ma verifica sempre che sia certificata gluten-free per evitare contaminazioni crociate. Gli altri ingredienti della ricetta sono naturalmente privi di glutine.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








