Roma continua ad attrarre grandi nomi della ristorazione e dell’ospitalità internazionale. Tra le novità più rilevanti degli ultimi mesi c’è l’apertura del Corinthia Rome, hotel di lusso ricavato da un importante edificio storico affacciato su Piazza del Parlamento, a pochi passi da Montecitorio e dal Pantheon.
All’interno della nuova struttura prende forma anche un progetto gastronomico guidato da Carlo Cracco, uno degli chef italiani più conosciuti a livello internazionale. Non si tratta dell’apertura di un ristorante di proprietà dello chef, ma di una collaborazione con l’hotel che lo vede protagonista nella definizione dell’intera offerta culinaria della struttura.
Per Cracco rappresenta comunque la prima presenza stabile a Roma, un passaggio significativo in una carriera che finora si era sviluppata soprattutto tra Milano e progetti internazionali.
Il ristorante Viride nel cuore dell’hotel
Il centro dell’offerta gastronomica è il ristorante Viride, spazio dedicato alla cucina di ricerca e alla reinterpretazione contemporanea dei grandi classici italiani.

Il nome richiama l’idea di natura e stagionalità, elementi che caratterizzano la filosofia culinaria dello chef. La proposta punta infatti su ingredienti selezionati, attenzione alla materia prima e una cucina che parte dalla tradizione italiana per rileggerla con tecniche moderne.
Viride rappresenta la proposta più gastronomica del progetto e si inserisce nel panorama dei ristoranti di alta cucina che negli ultimi anni stanno contribuendo a ridefinire l’offerta culinaria della capitale.
Un progetto che coinvolge più spazi gastronomici
L’offerta culinaria del Corinthia Rome non si limita al ristorante principale. All’interno dell’hotel sono stati progettati diversi ambienti dedicati alla ristorazione, pensati per momenti diversi della giornata.
Accanto al ristorante fine dining si trovano infatti uno spazio più informale con piatti della tradizione italiana e romana e un cocktail bar che completa l’esperienza gastronomica dell’hotel.
Questa impostazione permette alla struttura di rivolgersi sia agli ospiti internazionali dell’albergo sia al pubblico romano, creando un luogo aperto alla città e non solo ai clienti dell’hotel.
Il ruolo del resident chef
La cucina operativa è affidata a una brigata guidata dal resident chef Alessandro Buffolino, che lavora in stretta collaborazione con Cracco.
In questo tipo di progetti, sempre più diffusi negli hotel di fascia alta, lo chef di fama internazionale definisce la visione gastronomica, i menu e l’identità culinaria del ristorante, mentre il resident chef coordina la gestione quotidiana della cucina e del team.
Il risultato è una collaborazione che unisce la firma dello chef a una presenza stabile in cucina.
Un palazzo storico trasformato in hotel
Il progetto nasce dal recupero di un edificio storico nel centro di Roma, per molti anni legato alle attività della Banca d’Italia.

Il palazzo è stato oggetto di un lungo intervento di restauro che ha mantenuto diversi elementi architettonici originali, integrandoli con spazi contemporanei dedicati all’ospitalità di lusso.
Oggi l’edificio ospita camere e suite, una spa e diversi spazi di ristorazione, con l’obiettivo di diventare una nuova destinazione per il turismo internazionale di alto livello.
Un nuovo capitolo per la ristorazione romana
Negli ultimi anni Roma ha visto crescere la presenza di ristoranti di alto livello e collaborazioni tra chef di fama e strutture alberghiere internazionali.
L’arrivo di Carlo Cracco al Corinthia Rome si inserisce proprio in questa evoluzione. Più che un semplice ristorante, il progetto rappresenta un nuovo polo gastronomico nel cuore della città, dove cucina contemporanea, ospitalità di lusso e patrimonio storico si incontrano nello stesso spazio.
Per lo chef è anche l’occasione di confrontarsi con una città dalla tradizione culinaria fortissima, portando la propria interpretazione della cucina italiana nel contesto unico della capitale.
