Hai mai aperto l’app di Glovo per ordinare una pizza o un sushi veloce, senza pensare a cosa succede dietro le quinte? Bene, perché quello che sta emergendo in questi mesi potrebbe farti vedere il tuo servizio di food delivery preferito con occhi completamente diversi. Se usi Glovo per ordinare da mangiare, preparati: la multa pazzesca che ha colpito l’azienda è una cifra davvero da capogiro. Parliamo di 329 milioni di euro, inflitti dalla Commissione Europea per violazioni gravissime delle normative sulla concorrenza. Ma cosa significa tutto questo per te, per i rider che consegnano a casa tua e per il futuro del mercato?
Negli ultimi anni, il settore delle consegne a domicilio ha vissuto un’esplosione senza precedenti, con aziende come Glovo e Delivery Hero che hanno dominato il mercato europeo. Tuttavia, un recente verdetto della Commissione Europea ha scosso questi giganti della food delivery, infliggendo loro una multa record di 329 milioni di euro per violazioni delle normative sulla concorrenza.
Secondo le indagini, queste aziende avrebbero messo in atto pratiche collusive che hanno danneggiato la competitività nel mercato del lavoro e tra i fornitori di servizi di consegna.
La multa da capogiro: 329 milioni di euro per Glovo e Delivery Hero
Glovo e Delivery Hero sono state multate dalla Commissione Europea con una sanzione di 329 milioni di euro per violazione del regolamento sulla concorrenza. Le due aziende avrebbero formato un cartello e praticato accordi di no-poach per tutelare i propri mercati. Entrambe hanno ammesso le proprie responsabilità.
Multa da capogiro per Glovo e Delivery Hero – (dailyfood.it)
L’inchiesta della Commissione Europea: cosa è successo davvero
La Commissione Europea ha condotto un’inchiesta approfondita che ha rivelato l’esistenza di un cartello tra Glovo e Delivery Hero, durato dal 2018 al 2022. Durante questo periodo, le due compagnie avrebbero scambiato informazioni commercialmente sensibili attraverso diversi canali, tra cui messaggi e-mail e chat di WhatsApp. Tali comunicazioni non solo includevano dettagli sulle strategie aziendali e sui piani di espansione, ma anche informazioni cruciali riguardanti le loro politiche di assunzione. Questo scambio di dati ha permesso alle aziende di pianificare le loro mosse senza il timore di una concorrenza leale.
Cos’è il “no-poach” e perché è così grave
Un aspetto particolarmente allarmante di questa vicenda è la pratica del “no-poach”, un termine che indica l’accordo tra le aziende di non sottrarre i dipendenti l’una all’altra. Sebbene i rider non fossero inclusi in questo accordo, la mancanza di concorrenza nel reclutamento di personale ha avuto un impatto significativo sulle opportunità lavorative nel settore. Questa strategia ha permesso a Glovo e Delivery Hero di mantenere la stabilità dei costi e di controllare il mercato senza il rischio di dover migliorare le condizioni lavorative o aumentare i salari per attrarre nuovi talenti.
Un precedente storico per l’Europa
La reazione della Commissione Europea rappresenta un cambiamento significativo nella lotta contro le pratiche anticoncorrenziali. Questo è infatti il primo caso in cui un cartello è stato sanzionato specificamente per le sue implicazioni nel mercato del lavoro, sottolineando l’importanza della concorrenza non solo tra i prodotti e servizi, ma anche tra le aziende per l’assunzione di personale. L’Unione Europea ha dimostrato di voler prendere sul serio queste violazioni, facendo capire che non tollererà comportamenti che danneggiano i diritti dei lavoratori e la competitività del mercato.
Come hanno risposto Glovo e Delivery Hero
Le due aziende, pur avendo inizialmente negato le accuse, hanno poi ammesso le loro responsabilità e accettato di pagare la multa. Delivery Hero, in particolare, ha sottolineato la sua cooperazione con le autorità europee durante le indagini, affermando che l’ammontare della sanzione è inferiore del 20% rispetto all’importo inizialmente previsto di 400 milioni di euro. Questo ribasso è stato giustificato come una riflessione della “minore intensità” delle attività illecite riscontrate.
Cosa cambia per chi usa Glovo per ordinare da mangiare
Ti stai chiedendo se tutto questo ti riguarda davvero? La risposta è sì. I consumatori, da parte loro, potrebbero beneficiare di un mercato più competitivo, con aziende che si sforzano di migliorare i propri servizi e di offrire condizioni di lavoro più eque per i dipendenti. La questione della concorrenza leale è cruciale non solo per il benessere delle imprese, ma anche per la qualità del servizio offerto agli utenti finali. La trasparenza e l’etica nel business stanno diventando sempre più importanti in un’epoca in cui i consumatori sono più informati e consapevoli.
In pratica, un mercato più sano significa:
- Prezzi potenzialmente più competitivi tra le diverse piattaforme di food delivery
- Migliori condizioni di lavoro per i dipendenti e, indirettamente, per i rider
- Servizi di qualità superiore, perché le aziende sono costrette a innovare davvero per distinguersi
- Maggiore trasparenza nelle politiche aziendali, sotto la lente sempre più attenta delle autorità europee
FAQ: tutto quello che vuoi sapere sulla multa a Glovo
Perché Glovo è stata multata?
Glovo è stata multata dalla Commissione Europea insieme a Delivery Hero per aver formato un cartello e praticato accordi di no-poach tra il 2018 e il 2022, violando le normative europee sulla concorrenza.
Quanto ammonta la multa di Glovo?
La sanzione totale inflitta a Glovo e Delivery Hero è di 329 milioni di euro, ridotta del 20% rispetto ai 400 milioni inizialmente previsti grazie alla cooperazione delle aziende con le autorità.
Posso continuare a usare Glovo per ordinare da mangiare?
Sì, il servizio di consegna a domicilio di Glovo è ancora attivo. La multa riguarda pratiche anticoncorrenziali interne all’azienda e non impatta direttamente sull’utilizzo dell’app da parte dei consumatori.
Cosa significa “no-poach” nel caso Glovo?
Il no-poach è un accordo con cui due aziende si impegnano a non assumere i dipendenti l’una dell’altra. Nel caso di Glovo e Delivery Hero, questo ha limitato la mobilità lavorativa nel settore e ridotto la concorrenza per l’assunzione di personale qualificato.
È la prima volta che l’UE multa un’azienda per pratiche nel mercato del lavoro?
Sì, si tratta di un precedente storico: è la prima volta che la Commissione Europea sanziona un cartello specificamente per le sue implicazioni nel mercato del lavoro, aprendo la strada a una nuova era di tutela dei diritti dei lavoratori nel settore digitale.
Questo articolo è stato realizzato con il supporto dell'AI e sottoposto a revisione editoriale.








