Storia
di Chiara Lauretani 16 luglio 2018

Monumenti storici: il Pollo di Giannasi 1967 a Porta Romana

Nel cuore di Milano, tra Porta Romana e Corso Lodi si trova Giannasi che delizia i palati con i suoi storici polli alla griglia.

Giannasi 1967 è da più di cinquant’anni un punto di riferimento gastronomico imprescindibile per Milano e per i suoi abitanti.

Sono più o meno 5.000 i polli arrosto venduti settimanalmente da Giannasi 1967, vero e proprio presidio sociale e gastronomico di Milano che, da oltre cinquant’anni, serve a tutta la città oltre il suo ormai leggendario pollo arrosto (o anche alla diavola). Il chiosco si trova in Piazza Bruno Buozzi a due passi da Porta Romana nel bezzo dell’arteria di Corso Lodi: a due passi dalla fermata della metro e comodo anche da raggiungere in bici o in macchina è insomma in una posizione invidiabile per tutti quello che hanno, magari, poco tempo ma molta fame.

Tenerissimo

Giannasi infatti non si può definire un semplice chiosco da generico cibo da asporto. No, tutt’altro. Conoscere e frequentare Giannasi vuol dire conoscere e frequentare mezzo secolo non soltanto di storia di Milano ma anche di storia italiana. Per comprendere meglio tutto questo basta ripercorrere la parabola di Dorando Giannasi, il titolare e inventore di tutto questo. Dorando arriva a Milano nel 1959, quindi in pieno boom economico, proveniente da un piccolo e abbastanza sperduto paese, Civago, incastonato nell’Appennino reggino con, subito alla spalle, la Garfagnana.

L’impatto con la Milano degli anni Sessanta è pazzesco per un ragazzo di paese che però intuisce fin da subito come qui “si possano fare cose”. E così si mette subito a lavoro. Fa la dovuta gavetta in una polleria di via Teodosio e poi prende al volo l’occasione della vita. Il Comune mette in vendita un ex chiosco della frutta e verdura in Corso Lodi, allora praticamente campagna: Giannasi non ci pensa due volte e rileva l’immobile. Da qui il resto è, più o meno, leggenda.

Speziato

Grazie ad un giusto mix di spirito imprenditoriale, logica industriale, gestione famigliare e visione proiettata nel futuro, il chiosco via via cresce. Durante i primi anni la clientela è praticamente interamente femminile perché, come spiega in quest’intervista  sul Corriere della Sera per i cinquant’anni della ditta: “i polli crudi erano una grande specialità delle nonne”. Passano gli anni e le abitudini si modificano: il tempo che si può dedicare è sempre meno e ormai sempre più donne lavorano come gli uomini. Ecco allora che Dorando intuisce questo cambiamento dei costumi e si lancia nel mercato dell’asporto o, come si direbbe oggi, del take-away. Giannasi decolla. Il pollo arrosto diventa leggenda su tutta Milano, grazie ad una ricetta che diventa parte stessa del chiosco: polli che arrivano da un allevamento di fiducia e che vengono lasciati a marinare in una mistura di sale e otto spezie per 24 ore per poi, il giorno dopo, alle sei del mattino essere messi allo spiedo. Una ricetta semplice se si vuole, come in famiglia. Già perché questo è in fondo Giannasi: una famiglia allargata, anzi allargatissima che non solo dà lavoro a circa trenta persone ma che è anche diventato un punto di aggregazione per l’intero quartiere ed oltre.

Infatti non è difficile vedere all’ora del pranzo o anche la mattina, non soltanto le classiche sciure o sciuri intenti a fare la spesa ma da Giannasi c’è un vero continuo via e vai di persone molto diverse tra di loro: tra gli studenti che, affamati, scendono dal bus e si dirigono al chiosco per un panino rinforzato passando per i manager in giacca e cravatta che “ho solo dieci minuti e mangio qualcosa al volo” sino alla comunità arrivate a Milano Sud da meno anni, come quella ecuadoriana o nigeriana, i quali apprezzano, rispettivamente, molto il pollo piccante e quello alle erbe.

Tasty!

Ecco perché se siete di Milano (o soltanto ci passate) fare un salto da Giannasi vale la pena di farlo: perché assaporando un loro pollo arrosto non soltanto si pranza alla grande ma, letteralmente, si addenta una buona fetta, anzi porzione, della Storia del nostro Paese. Una storia che, nonostante tutto, è fatta di incontri, di idee e di sapori che si mescolano, senza fare troppo caso al posto o alla Nazione di provenienza.

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