Strano
di Simone Stefanini 8 Giugno 2018

Tutti i modi più strani per aprire una birra quando non hai l’apribottiglie

Tutti (ma proprio tutti) i modi più stravaganti per aprire una bottiglia di birra durante le emergenze.

“Qualcuno ha portato l’apribottiglie?” : dopo questo articolo questa frase non la userete mai più.

In questo video girato da Mashable The Watercooler  vengono spiegati agli ubriaconi dilettanti, tutti i vari modi per aprire una bottiglia di birra senza l’apposito apribottiglie. Lo sappiamo, non t’insegniamo nulla, tu sei sicuramente un campione della birretta anche in assenza di gravità, ma magari qualcuno di questi metodi ti è sfuggito. Ci sono quelli che non ti aspetti, quelli poco igienici, quelli in cui ci si fa male, ma inspiegabilmente manca il metodo più cruento di tutti: quello coi denti, che ha mandato al pronto soccorso un’infinità di ubriaconi.

Vediamoli in ordine:

Con il martello: utile per carpentieri sudati o per artisti durante lo stress dato dalla complicata istallazione delle loro opere.

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Con il bordo sfatto di lamiera della cornice del foglio informativo alla fermata dell’autobus: perché magari ti viene sete durante il viaggio, sai com’è.

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Con il bordo di legno della panchina al parco: non c’è bisogno di spiegare tutto, no?

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Con la corona della bicicletta: geniale, una bella pedalata e poi via con la birretta. Anzi, ancora più salutare: birretta senza pedalata, usando la bici di qualcun altro.

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Con il bordo della cassetta delle poste o del bidone della spazzatura: all’occorrenza, ogni metodo è buono per bere.

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Con la vite sporgente di una fontana: usare l’acqua per bere la birra.

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Con la serratura della porta: sei in casa da solo? Non disperare, puoi sempre bere.

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Accendino is for pussy

Con il fusto della birra: una metabevuta. Semplicemente geniale.

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Con il tubo dell’acqua dell’orinale pubblico: quando pisciare mette sete.

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Col portaflash della reflex: per gli hipster 3.0, che comprano la Nikon per aprirci le birrette.

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Con il foro dove esce il resto nei telefoni pubblici: ormai sono rari, quindi la soddisfazione è duplicata.

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Col piegaciglia: “Amore, mi hai rotto tu il piegaciglia?” – “Io? Dai, amore, ma ti pare, quando mai l’avrei usato?”

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Questo invece è il video intero:

Un appunto: gli americani, si sa, ormai hanno fatto una vera e propria crociata contro il fumo, quindi mai e poi mai avrebbero mostrato lo strumento principe dell’apertura della birretta durante le emergenze: l’accendino: FONTE | it.wikihow.com

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari StencilNoire StencilNoire, classe ’75, vive e opera in un paesino del sud Italia, Massafra, dove le problematiche socio-culturali danno spunto quotidiano alle sue opere. Veterano dell’uso del colore, sin da bambino ha fatto dell’arte la sua più grande passione, sperimentando tutte le tecniche artistiche, dai colori a olio, al carboncino, all’aerografo, approdando, nel ’95, nella cultura dello stencil e dello sticker. Ha partecipato a numerosi eventi, sia a livello personale, che col gruppo «South Italy Street Art», del quale è co-fondatore. Fra gli ultimi eventi si annoverano le partecipazioni allo Jonio Jazz Festival, svoltosi a Faggiano (TA), al Calafrika music Festival svoltosi a Pianopoli (CZ), e a Residence Artistic in Country Secret Zone, un esperimento artistico di Street Art chiamato «Torrent 14» organizzato da Biodpi in collaborazione con Ortika, svoltosi a Sant’Agata de’Goti. Vincitore della giuria artisti del 1° Concorso Internazionale d’Arte su Vinile, organizzato dall’associazione Artwo in collaborazione con Ortika Street Art Lovers, dedicato a Domenico Modugno, in occasione dei 20 anni della sua scomparsa. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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