Tra i dolci legati alla festa del papà non ci sono solo le zeppole. In Emilia, soprattutto nel bolognese, il 19 marzo si preparano da sempre le raviole di San Giuseppe, anche conosciute come raviole bolognesi: sono biscotti a mezzaluna ripieni di mostarda bolognese o marmellata.
Sono dolci semplici, nati nella cucina contadina, quando le famiglie usavano pochi ingredienti ma riuscivano comunque a creare qualcosa di profumato e speciale. L’impasto ricorda una frolla morbida, mentre il ripieno regala una nota dolce e leggermente fruttata.
Quando escono dal forno hanno un profumo incredibile e diventano perfette per la colazione, la merenda o da servire con un bicchiere di vino dolce come si faceva una volta.
Ingredienti
- 350 g farina 00
- 120 g zucchero
- 80 g burro morbido
- 2 uova
- 1 bustina lievito per dolci
- scorza grattugiata di 1 limone
- 1 pizzico sale
- 200 g marmellata di prugne o mostarda bolognese
Per decorare
- zucchero a velo

Preparazione
- Verso la farina in una ciotola capiente e aggiungo lo zucchero, il lievito e un pizzico di sale.
- Unisco il burro morbido a pezzetti e inizio a lavorare gli ingredienti con le mani.
- Aggiungo le uova e la scorza di limone grattugiata e impasto fino a ottenere un composto morbido e omogeneo.
- Avvolgo l’impasto nella pellicola e lo lascio riposare in frigorifero per circa 30 minuti.
- Trascorso il tempo di riposo stendo l’impasto con il mattarello fino a ottenere uno spessore di circa mezzo centimetro.
- Con un coppapasta ricavo dei dischi di pasta.
- Metto al centro di ogni disco un cucchiaino di marmellata o mostarda.
- Ripiego l’impasto formando una mezzaluna e sigillo bene i bordi.
- Dispongo le raviole su una teglia rivestita con carta forno.
- Cuocio in forno statico a 180°C per circa 18–20 minuti, finché risultano leggermente dorate.
- Quando si raffreddano le spolvero con zucchero a velo.
Le raviole di San Giuseppe sono uno di quei dolci semplici che raccontano davvero la cucina di una volta. Con pochi ingredienti si ottiene un biscotto profumato e delicato che in Emilia è diventato uno dei simboli più autentici della festa del papà.
