Fai da te
di marco beltramelli 24 Maggio 2018

Avocado: come piantarlo direttamente sul vostro terrazzo

La pianta di avocado, oltre a darci uno dei nostri frutti preferiti, è anche esteticamente bellissima.

Se dovessimo stilare una classifica di coolness riferita ai frutti, l’avocado, negli ultimi anni, vincerebbe a mani basse.

Nel secondo appuntamento dedicato alla rubrica PIANTALA! il protagonista è proprio il frutto più inflazionato del momento. Pilastro fondamentale della cucina vegana e vegetariana grazie all’elevato apporto di grassi salubri in quantità del tutto inconsuete per qualsiasi vegetale, segreto di bellezza di tantissime star ma, soprattutto, capo saldo alimentare di salutisti e sportivi.

L’avocado, anche in virtù della sua versatilità, ha saputo integrarsi perfettamente nella trazione culinaria italiana e di ogni nazione europea fino al Giappone.

Proprio a causa di questa sua richiesta eccessiva, l’avocado, è così divenuto uno dei principali fattori della siccità in molte zone del centro e del sud America, luoghi dove quest’albero è sempre cresciuto spontaneamente e dove oggi ettolitri di acqua utili alla popolazione vengono impiegati per irrigare gli alberi delle immense piantagioni sorte per soddisfare gli eccessivi fabbisogni europei ed americani.  Coltivare un avocado non si limita ad essere un passatempo ludico e soddisfacente ma può anche rivelarsi un’importante scelta etica (anche se, ahimè, a meno che non viviate in zone estreme del sud Italia, difficilmente vi gusterete dei frutti autoctoni). Ma vale comunque la pena intraprendere questa avventura. L’albero dell’avocado è una pianta molto ornamentale, particolare fin dai suoi primi giorni di vita quando ancora non ha trovato dimora a terra e fluttua sull’acqua. Durante la stagione più fredda, riparata in casa, spiccherà tra i vostri ficus e le vostre pachire d’appartamento.

Per coltivare una pianta d’avocado è innanzitutto necessario prelevare il seme dal frutto cercando di non inciderlo. Per estrarlo in tutta tranquillità bisogna praticare le consuete mosse che si attuano per aprire un avocado maturo: incidere con un coltello il frutto in due metà stando attenti a non arrivare il seme e dividere i due “emisferi” ruotandoli in direzioni opposte. Una volta prelevato, il seme va pulito accuratamente dalla polpa rimasta perché la stessa, a contatto con l’acqua, potrebbe portare alla formazione di muffe compromettendo il risultato. Strofinatelo con un panno asciutto o dello scottex stando attenti a non rimuovere le pellicola marroncina esterna che protegge il seme interno color pinolo.

In natura l’avocado cresce dal seme dei frutti che cadono a terra. In Europa, e in generale in tutto l’Occidente, la pratica più diffusa per far germinare un seme di avocado è quella degli stuzzicadenti. Potete ugualmente mettere a dimora un seme direttamente a terra, in vaso o all’esterno se la stagione lo permette, ma, alle nostre latitudini, la possibilità che ne nasca una pianta sono esponenzialmente ridotte. Gli avocado sono ormai disponibili su banchi dei supermercati tutto l’anno, in appartamento, possiamo far germinare i semi dei nostri frutti senza badare alle stagioni.

Alberi di avocado bellissimi

Dicevamo, per far germinare un seme adottando questa metodologia dovrete puntellare la base dello stesso con 3 stuzzicadenti rivolti verso l’alto in modo da poterlo incastrare in un contenitore trasparante e lasciarlo a mollo in acqua fino a circa la sua metà. Se ritenete questo modus operandi troppo violento e non ve la sentite di ferire il vostro seme potete acquistare on-line un pratico germinatore per semi di avocado.Io ho optato per la versione più cheap che esistesse, quella proposta da Tiger.

In ogni caso, è molto importante “pucciare” il seme dalla parte corretta, ovvero, con la base (la parte larga ) immersa e la punta dalla quale spunterà la pianta emersa come un iceberg. Una volta messo a dimora il contenitore va posizionato in un luogo luminoso e caldo e l’acqua cambiata con una certa frequenza (ogni 1 o 2 giorni) per evitare spiacevoli contaminazioni. Dopo 2\3 settimane dal vostro seme cominceranno a spuntare le radici, se il vostro seme è sano, l’apparato radicale nei primi mesi si svilupperà ad una velocità impressionante rimanendo per una gran parte del tempo più lunga dell’albero stesso. Le radici sono molto delicate e bisogna prestare attenzione a non romperne nessuna durante ogni cambio d’acqua. In seguito il seme comincerà a creparsi e a perdere la pellicola marrone che lo avvolge, ad un mese un mese e mezzo dalla “piantagione”, dall’apice del seme comincerà a fuoriuscire un germoglio avvolto su se stesso dal quale dopo poco giorni spunteranno due foglioline.

A questo punto, la maggior parte del lavoro è stata svolta, dovrete solamente aspettare che le radici ed il tronco della vostra pianta raggiungono le dimensione necessarie per poterlo piantare a terra. A molta gente, per puro fattore estetico, piace mantenere la pianta d’avocado in acqua per più di un anno perché, in adeguati contenitori trasparenti con l’apparato radicale ben in vista a disegnare strampalati arazzi, fa assolutamente la sua figura. In questo caso dovreste però premurarvi di somministragli i giusti nutrienti attraverso appositi concimi liquidi diluiti nell’acqua. La scelta migliore, a meno che non abitiate in Sicilia, è quella di porre la pianta in una vaso di terracotta iniziale che poi nel corso degli anni verrà sostituito con una versione man mano più larga e, soprattutto, profonda, per poterla così ritirare in inverno tenendo sempre in considerazione che l’albero di avocado non regge temperature inferiori ai 10 gradi. Potete ritirarla in serra o in appartamento, in un punto luminoso e lontano dalle correnti più fredde ricordandovi, in questo caso, di vaporizzarla di tanto in tanto perché le piante possono temere l’eccessiva secchezza dell’aria causata dai riscaldamenti.

Auto prodursi un guacomole a tutti gli effetti, in Italia, rimane ancora un’impresa utopica,  per compiere delle scelte etiche, tutto ciò che ci rimane da fare è accertarci della provenienza e dei metodi di coltivazione dei frutti che acquistiamo. Ma non temente, i temibili effetti del riscaldamento globale sono alle porte e non volevamo lasciarvi impreparati.

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