Zenzero: la guida per piantarlo direttamente sul vostro terrazzo

Terzo appuntamento con PIANTALA! oggi è il turno dello zenzero: tutto quello che c’è da sapere per iniziare a piantarlo in casa propria.

Lo zenzero è il protagonista di questo terzo appuntamento con PIANTALA! la rubrica che vi insegnerà a seminare e coltivare tutti i vostri frutti preferiti, direttamente sul vostro terrazzo di casa o, se siete più fortunati, nel vostro giardino; un tubero dalle proprietà strabilianti che spesso viene usato nella maniera sbagliata.

Lo zenzero essiccato è una spezia impiegata da secoli in Europa. La sua manifestazione più nota è forse il pan di zenzero, un tipico biscotto natalizio diffuso tra le popolazioni scandinave. Proprio in virtù delle sue proprietà balsamiche ed anti infiammatorie lo zenzero ha senza dubbio trovato applicazione nella cura e nella prevenzione dei raffreddori e dei malanni tipici nelle regioni dal clima così rigido. Eppure lo zenzero è un prodotto proveniente da tutt’altra parte del mondo, più precisamente, dal caldo ed umido sud est asiatico, e, difatti, nella sua versione “fresca” è stato dapprima introdotto con la cucina orientale (cinese e giapponese) e si è definitivamente consacrato con l’affermazione del moscow mule.

 PIxabay

Pollice giallo

A differenze di tutte le altre piante trattate fino ad ora, lo zenzero, è una pianta stagionale, questo vuol dire che, una volta avvenuto il raccolto, la si estirpa per poi ripiantarla l’anno seguente (o a ciclo continuo in una coltivazione in serra o casalinga). Una coltivazione di questo tipo ha i suoi pro ed i suoi contro: la pianta di zenzero non è un albero che vi regalerà soddisfazioni crescendo nel corso degli anni, bensì, con pochi piccoli accorgimenti, uno spazio minimo ed una spesa praticamente nulla, in pochi mesi, si potrà raccogliere un prodotto fresco e biologico direttamente dal proprio balcone.

I principi di questa guida valgono anche per la curcuma, se volete assecondare un principio meramente estetico, optate per lei. Le piante della curcuma e dello zenzero si assomigliano ma la prima si distingue per un particolare fiore bianco e, difatti, alcune varietà  sono state selezione per la floricoltura. Personalmente, ho coltivato un rizoma di curcuma in una bottiglia di limonata biologica hipster molto aesthetic, riempiendo la bottiglia di terra e infilandoci il rizoma verticalmente (metodologia completamente errata) eppure la mia pianta è cresciuta rigogliosa per molto tempo. 

 

Per cominciare, è necessaria una piccola guida per distinguere i bulbi, i tuberi ed i rizomi. Utile sia per conoscere le metodologie di riproduzione e crescita delle piante ma anche per riconoscere ciò che si porta in tavola e sul quale, probabilmente, non ci siamo mai posti troppe domande. Come potete immaginare, le componenti eduli delle piante variano da specie a specie, in alcune, ad essere commestibili sono le radici, le foglie ed i semi.

Quindi, i bulbi sono tutti composti a strati, hanno tutti una forma più o meno sferica, stretta nella parte più alta (dove spunterà la pianta) e appiattita nella parte più bassa detta girello (dove fuoriusciranno le radici). Sono appendici della pianta poste tra il fusto e le radici che servono alla stessa per immagazzinare nutrimento. Il caso più esemplare in floricoltura sono i tulipani, nel campo alimentare, le cipolle.

I tuberi, invece, sono radici irregolari cresciute a dismisura col nutrimento assorbito che si comportano come un unico grande seme dal quale in prossimità degli “occhi” spunteranno le radici e l’apparato delle nuove piante. Una volta giunti a maturazione, i nuovi tuberi si staccano dal “tubero madre”. Il fiore da tubero più comune e il ciclamino mentre l’esempio più classico di tubero è la patata.

Infine i rizomi che, pur comportandosi in maniera molto simile ai tuberi, si differenziano da essi a causa del loro sviluppo che avviene orizzontalmente e a contatto con la superficie, non in profondità. Il luppolo e gli alchechengi sono tutte piante rizomatose ma, il rizoma più famoso, è senza dubbio quello dello zenzero.

La coltivazione dello zenzero, effettivamente, è molto simile a quella delle patate, sia nella metodologia che nel periodo, all’esterno, può essere messo a dimora intorno a marzo per poi essere raccolto ad ottobre – quindi nei mesi compresi tra la fine delle gelate ed il loro nuovo inizio -perché le temperature troppo rigide rischierebbero di congelare i liquidi presenti nel rizoma uccidendolo e compromettendo la pianta. Lo zenzero, proprio come le patata, in casa può essere coltivato in vaso o in un sacco di iuta.

Per coltivare lo zenzero sono necessari dei rizomi di zenzero freschi, ma si posso utilizzare anche i rimasugli secchi e raggrinziti che abbiamo dimenticato nel frigorifero. In entrambi i casi, prima di mettere a terra il rizoma, è bene tenerlo a mollo per almeno una notte, se avete acquistato il vostro zenzero al supermercato, per lavarlo da ogni eventuale sostanza anti-germinanativa con cui spesso i prodotti della grande distribuzione vengono trattati, se è un rizoma un po’ vecchio, per ri-conferirgli turgidità e tono. Ogni rizoma può essere suddiviso, secondo la grandezza, in più parti, l’unica accorgimento da tenere in considerazione è che ogni pezzettino di zenzero dovrà possedere due “occhi” per formare una pianta. Se un rizoma di zenzero vi ha già germinato nel frigo, Invece, non indugiato a piantarlo.

Una volta tagliati e lasciati inumidire possiamo finalmente passare alla coltivazione, la larghezza del vaso dipenderà dal numero di pezzi che vi andremo a porre, quel che ci occorre per la coltivazione dello zenzero è un vaso profondo. Per questo tipo di coltivazione è necessario comporre un folto strato drenante alla base del vaso ponendo dei sassi o dei cocci di terracotta e ricoprendoli in seguito con dell’argilla espansa. Il ristagno idrico è il primo nemico dello zenzero e rischierebbe di far marcire i rizomi. In seguito, possiamo ricoprire questo strato con un ulteriore strato di terriccio universale (che sarebbe meglio alleggerire mixandolo con sabbia o con dell’altra argilla per favorire l’ingrossamento dei rizomi) riempiendo il vaso fino circa alla sua metà. Appoggiamo i rizomi orizzontalmente a contattato con questo strato lasciandoli leggermente scoperti nella loro parte superiore.

fiori di zenzero Pixabay - fiori di zenzero

Il gioco è fatto, non ci resterà che inumidire quotidianamente la superficie del nostro vaso con uno spruzzino, continuate ad irrigare le vostre piante in questa maniera, a meno che non vediate, una volta che sono cresciute, che soffrono particolarmente la siccità. In caso contrario provate a spostarle in un punto meno soleggiato. Innaffiate sempre con moderazione e solamente una volta che la pianta sarà cresciuta, il terriccio dello zenzero va costantemente mantenuto umido ma mai bagnato. Il trucco per avere un raccolto di zenzero copioso è quello di ricoprire la pianta mentre cresce con un sottile strato di terra volta per volta favorendo così l’ingrossamento del rizoma e non il suo sviluppo verticale. Se come vi ho consigliato pianterete lo zenzero a marzo, il periodo migliore per la raccolta è verso ottobre o, comunque, una volta che le piante fuoriuscite dalla terra avranno assunto una colorazione marrone. La pazienza servirà solamente a pervenire ad un prodotto maggiormente cresciuto ma, se siete impazienti, dopo circa tre mesi potrete iniziare a raccogliere i primi piccoli rizomi di zenzero. I rizomi freschi avranno un aspetto differente da quelli che trovate abitualmente al supermercato, la buccia tenderà più al verde, e per raccoglierli dovrete separarli dal rizoma madre ormai inutile e prosciugato. La coltivazione dello zenzero dovrebbe mantenersi sempre al di sopra dei 10 gradi e con gli stessi accorgimenti potrete coltivarvi dello zenzero biologico a ciclo continuo direttamente sul davanzale della vostra cucina.

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