Speak to me
di Chiara Lauretani 17 Settembre 2018

La parola d’ordine con Guglielmo Scilla è solamente una: gelato

Guglielmo Scilla è conosciuto anche come willwoosh; una carriera partita grazie al mondo di Youtube e una vita passata a mangiare cose buonissime: ci ha raccontato tutto all’interno della nostra rubrica InfluFood.

Guglielmo Scilla alias willwoosh

E’ stato uno dei primi veri youtuber, il suo primo video lo ha caricato nel 2008 durante gli anni del liceo, e nel 2011 diventa lo youtuber italiano con più iscritti. All’anagrafe Guglielmo Scilla (classe ’87) è conosciuto da molti anche con il soprannome di willwoosh, epiteto con cui iniziò a caricare i primi video: che fossero parodie di film famosi (ricordiamo con slancio la parodia di tutta la saga di Twilight) o di spezzoni di vita quotidiana poco importava, Guglielmo ci ha sempre fatto ridere (a crepapelle). Nel corso degli anni di strada ne ha fatta tanta: attore in serie televisive, cinema e teatro, ha condotto un programma radiofonico su Radio Deejay, ha partecipato tra le tante cose anche a Pechino Express e continua ancora oggi il suo progetto video sul canale Youtube (che vanta più di 850 mila iscritti). Poliedrico, ironico, sagace ha una grande passione per il mondo del food di cui ci racconta spesso ogni giorno nelle sue IG stories o anche nella sua rubrica Cucina da Uomini, e come potevamo non fargli il terzo grado?

Una cosa è certa: c’è sempre spazio per un po’ di gelato.

 

Evergreen

Una cosa che hai mangiato, mangi e mangerai per sempre.

Ok, ce l’ho: il gelato! Hai presente lo stomaco di un essere normale? A un certo punto si riempie come è normale che sia, ecco quando io finisco una cena e mi sento pieno si attiva il secondo stomaco; hai presente un motore diesel che funziona solo a diesel? Ecco il mio secondo stomaco funziona solo a gelato! Potrei mangiarmi tutto quello che è gelato tipo fior di latte, stracciatella, il migliore è ricotta con pezzettini di cioccolato, che riprendono il ripieno dei cannoli, oppure il pistacchio… io ho un retaggio piuttosto nobile per quanto riguarda il pistacchio, calcola che ho abitato a mezz’ora da Bronte in Sicilia, quindi per me il pistacchio non può essere verde, cioè il pistacchio deve essere quel colore marroncino/verdino un po’ spento che non gli daresti una lira ed è proprio nel diamante grezzo come in Aladin che tu trovi il vero pistacchio! Quindi il gelato non potrà mai mai mai cambiare come evergreen. Ovviamente solo creme, il gelato alla frutta fa cagare, al massimo il cocco quello del gelato Bounty, che già di per sé non è un granché, lo prendi solo perché mancava il gelato al Twix…

 

Ricette

Cavallo di battaglia una volta accesi i fornelli.

Sebbene abbia un rubrica che si chiama Cucina da Uomini nella quale passa il pensiero che sono incapace a cucinare, in realtà non so cucinare nella modalità di Cucina da Uomini, cioè ricette veloci, non sporcare, buttare tutto quanto nel microonde; io devo sporcare almeno ventisette padelle per fare un bicchiere di acqua calda, capito no? Per il tè? Almeno sette pentolini vanno usati, però so cucinare ecco! Cavallo di battaglia è una cosa che ho inventato: è una semplice insalata, ma la servo in maniera alternativa: l’insalata infatti solitamente si serve nella ciotola, cioè cesti di insalata e condimenti sopra, ecco sbagliato! L’insalata secondo me va sempre servita nella teglia tipo quella per la lasagna, così che fai un letto di insalata che è uguale al letto di condimento sopra; c’è un letto di songino, pezzetti di salmone crudo, avocado, sesamo, semi di papavero, glassa di soia e finisce lì! Altrimenti se proprio devo cucinare un mio cavallo di battaglia ai fornelli c’è la red velvet, riesco a fare i tre strati perfettamente, la tagli è sei subito in una bakery house.

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5 sensi

Il cibo che preferisci odorare/ il cibo che preferisci toccare/il cibo che preferisci guardare/ il cibo che preferisci gustare/ il suono la frase o la parola che preferisci del cibo.

OLFATTO: è una bellissima domanda, il cibo che preferisco odorare, oddio un po’ me ne vergogno perché c’è di mezzo la cipolla, ma per esempio per me il soffritto è uno degli odori più buoni del mondo, ma anche la zuppa di cipolle o ad esempio gli onion rings.

TATTO:il cibo che preferisco toccare, anche se a molte persona fa un po’ schifo è il bordo della pizza quando è croccante e leggermente farinoso, che mentre la mangi ti rimane la farina sulle dita, talmente tanto che puoi continuare a sfregarle a tal punto da creare tu stesso della pasta di pizza (ndr:ride)!

VISTA: il profiterole! secondo me il profiterole è lussuria per gli occhi! Un altro cibo che è lussuria da vedere è l’iris alla crema, quando lo mordi e lo spremi ed esce tutta quella crema, lì è vera lussuria.

GUSTO: i crudi di pesce, ad esempio scampi crudi, i fasolari, le crudités, la tartare di ricciola, nel senso di crudo di pesce italiano, io adoro il sushi ma il nostro pesce crudo è tanta roba!

UDITO: il suono del cibo è la forchetta di mia nonna che sbatte sul piatto di ceramica l’uovo per fare la carbonara o per fare i fritti, quel “tic tic tic” della forchetta è il preludio di qualcosa di buonissimo.

 

Exotic

La cosa migliore che hai mangiato fuori dall’italia.

So di sicuro la peggiore più che la migliore; potrei passare per una rockstar che si appresta alla cirrosi epatica però mi è piaciuto moltissimo la Weizen Beer in Olanda, mentre il balut è decisamente la cosa peggiore che abbia mai assaggiato: eravamo nelle Filippine con Pechino Express, senza esserci documentati più di tanto appena arrivati scopriamo che la delicacy delle Filippine è questo famoso balut, che in pratica è un uovo d’anatra che viene monitorato grazie a delle luci con le quali riesci a vedere lo sviluppo del pulcino; appena il pulcino sta per nascere ma ancora non è uscito fuori, lo prendi e lo butti nell’acqua bollente, a quel punto lo apri e vedi il feto del pulcino, ci metti sopra l’aceto, io personalmente gli avrei messo la benzina e gli avrei dato fuoco, e mandi tutto giù e mastichi. Il sapore è quello di pollo e uova insieme, però l’idea è terrificante.

 

Tossicodipendenza

Un junkfood, un cibo che sai che non ti fa bene ma che non riesci a smettere di comprare.

Per me sicuramente HäagenDazs e Ben & Jerry’s tipo al gusto Oreo o al cookie dough, in America tra i miei cibi preferiti c’è l’Häagen-Dazs fatto con vaniglia e culi del cornetto Algida, loro sono veramente dei signori del junk food. E anche se sono a dieta è l’unica cosa che mi concedo sempre. San Giorgio contro Satana, io contro Häagen-Dazs, non ce la faccio, è una battaglia persa.

 

La prima cosa che mangi o bevi appena ti alzi la mattina/l’ultima prima di andare a letto.

A me piace molto il latte freddo e sono un cultore del latte freddo; cioè chi non riesce a bere il latte e lo prende di soia di mandorle cioè è una persona che ha cercato e non ce l’ha fatta nella vita, ok?! E’ una selezione naturale della specie; chi invece lo riesce a prendere solo caldo merita l’acqua frizzante lasciata sotto il sole nella macchina! Per il me il latte è freddo gelato e molto spesso è semplicemente latte freddo con cereali cioccolatosi; se invece è inverno io vado direttamente di tè nero, tutto questo la mattina. Prima di dormire niente in particolare invece, anche perché la cena è il mio pasto; l’unica abitudine che ho è dormire sempre con l’acqua vicino.

 

A o B?

Spesa grossa o spesa piccola? Io non so fare la spesa, esco che spendo il mondo e non ho comprato niente; direi spesa con assistenza.

Junk Food o healthy Food? Dipende, è una giostra che va, un cerchio della vita che va dal junk all’ healthy

Pizza o Pasta? Io preferisco la pasta, la pizza la mangio ma non è una mia abitudine

Granita o Gelato? Gelato, l’unica granita è siciliana comunque

Birra o Vino? Oddio questa mi mette davvero in crisi, adesso così su due piedi direi birra (o bionda o weiss) ma solo perché ieri sera mi sono bevuto del vino, però la risposta definitiva potrebbe essere vino bianco.

Coca Cola o Pepsi? Coca Cola

Gin Tonic o Moscow Mule? Non amo i superalcolici, comunque Moscow Mule

Dolce o Salato? Dolce, che poi però è sempre una giostra che va, c’è sempre Ivana Spagna, è sempre il dolce che ti permette di passare al salato che poi ti permette di tornare al dolce

Frutta o Ammazzacaffè? Ammazzacaffè, anzi Montenegro con ghiaccio

Senza olio di palma o con olio di palma? Non leggo quasi mai gli ingredienti, ho letto talmente tante cose sull’olio di palma che ancora sto cercando di capire.

Piccante sì o piccante no? Piccante  sì

Sushi o Ostriche? Le ostriche sono l’unica cosa cruda che non mi piace per niente, come anche i ricci di mare, non riesco proprio.

Caffè o Ginseng? Ginseng, non amo troppo il caffè

 

 

 

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Thomas Raimondi Nato a Legnano (MI) il 17 Maggio 1981. Laureato al Politecnico di Milano in Design della Comunicazione. Graphic e visual designer freelance attivo nella scena underground con numerose pubblicazioni (Luciver Edition, Faesthetic, Belio, Le Dernier Cri, Laurence King.) e mostre in Italia e all’estero. Le ultime personali «Burn Your House Down» nel 2013 presso la galleria Kalpany Artspace di Milano (Circuito Rojo) e la residenza d’artista per Alterazioni Festival 2014, Arcidosso (GR) con l’istallazione site-specific «Inside/Outside». Lavora e ha lavorato per diverse realtà nazionali ed internazionali come VICE, Rolling Stone Magazine, Rockit, Mondadori, Men’s Health, Salomon, Motorpsycho, T-Post e molte altre. Nel 2008 ha ricoperto il ruolo di docente d’illustrazione presso l’accademia NABA di Milano continuando, a oggi, a collaborare con regolarità. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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