Strano
di Chiara Lauretani 26 Aprile 2018

Abbiamo fatto due chiacchiere con una food stylist

Flavia Mollica ci racconta tutti i segreti per far diventare un piatto bello.

Dipingere il cibo

pitturare il cibo  pitturare il cibo

 

Il cibo nel 2018 è ovunque: è parte del nostro quotidiano , lo mangiamo, lo leggiamo, lo guardiamo, lo ammiriamo, lo apprezziamo in tutte le se sue forme, non è più il pasto quotidiano con cui ci alimentiamo, ma qualcosa da scoprire a 360°.

Tra i tanti nuovi mestieri che la cucina e il mondo del food offrono noi ne siamo andati a scovare uno di cui non si sente parlare troppo spesso.

Vi siete mai chiesti come fanno nelle pubblicità in televisione a rendere il cibo così bello? O con quale tecnica strana il cibo risulta così appetibile in fotografia? O come mai al supermercato decidete in base alla foto del prodotto di scegliere una marca piuttosto che un’altra? E’ tutto merito di un food stylist, che attenzione non è un food blogger, ma un vero e proprio professionista del cibo bello da vedere.

Abbiamo fatto quattro chiacchiere con Flavia Mollica,  food stylist da ormai quasi 4 anni.

 

la verdura è un ottima composizione da fotografare  la verdura è un ottima composizione da fotografare

1)    Ciao Flavia, tu ti definisci una food stilyst, ci spieghi che cosa significa e cosa lo differenzia da una food blogger?

Ciao Dailyfood! Nonostante siano due lavori molto legati al cibo e alla bellezza che può sprigionare, sono molto diversi tra loro! Io lavoro per aziende che producono cibo, o lo vendono, e le aiuto a far sì che i loro prodotti siano invitanti e gustosi. Cucino per gli occhi se vogliamo semplificare! Se devo essere sincera non so bene cosa faccia una food blogger, ma credo che il principio sia guadagnare pubblicando foto sui blog.

2)    Come è nata questa passione che mixa cibo e visual? Quali esperienze lavorative ti hanno portato a questa specializzazione?

Il mestiere del food stylist esiste da quando hanno inventato la pubblicità! Quante volte ti è capitato di imbambolarti davanti alla pubblicità del tuo piatto preferito? Ecco io lo facevo sempre! Se conti che sono sempre stata anche una buona forchetta e una piena di fantasia e voglia di imparare… Io ho colto l’occasione di imparare un mestiere così affascinante da un carissimo amico, che oggi è diventato il mio mentore. Tre anni e mezzo fa aveva bisogno di un’assistente su un set e mi ha chiesto di aiutarlo, da allora mi sono innamorata di questo lavoro e non ho più smesso di farlo!

3)    Come si fa a far diventare il cibo bello da vedere? Ci sveli qualche trucco?

Eeeeeh non so se posso dirvelo! Va beh vi dico qualcosina giusto perché siete voi! Il cibo, come tutto ciò che è vivo, risponde agli input chimici che gli si da, insomma se vuoi che un alimento rosso, mettiamo il peperone, rimanga di un bel colore brillante anche dopo la cottura, basta aggiungere un po’ di aceto bianco all’acqua o in padella!  Il cibo io lo devo conoscere profondamente, in tutte le sue qualità e possibilità! C’è bisogno di passione, quella tanta, e qualche trucco del mestiere! Mi raccomando prima di addentare un panino costruito per una foto, occhio agli spilli!

Le melanzane sono infotografabili

pomodoro vuol dire rosso vivo  pomodoro vuol dire rosso vivo

4)    Elencaci 3 cibi perfetti da fotografare e 3 cibi per niente fotogenici.

Dunque, direi che l’ hamburger li batte tutti in perfezione, ma è molto impegnativo! Se fatto bene, ti verrà una voglia di mangiarlo strepitosa! In generale tutto ciò che è colorato e con cui puoi “giocare” è perfetto, come le verdurate, la pasta con il ragù. Al primo posto per i cibi infotografabili metterei le melanzane! Buonissime, ma una volta cotte sono terribilmente grigie! Gli altri cibi sono tendenzialmente belli, ma ci vuole anche l’occhio giusto del fotografo!

5)    Cosa consiglieresti a chi vuole intraprendere questo percorso lavorativo? Da dove si inizia?

Rispettate il cibo il più possibile. Cercate di conoscerlo in tutti i suoi lati, guardatelo da tutti i punti e osate! Non c’è bisogno di nessuna scuola formativa, ma di tanta pratica e di “rubare” da chi lo fa da anni! Si può iniziare da casa, studiando le foto più tecniche, come i pack dei prodotti, o le pubblicità nelle riviste.

6)    Quanto tempo ci vuole a rendere un piatto bello da vedere e pronto per essere fotografato?

Beh dipende dal piatto! Per farti un esempio, delle belle verdure spadellate si fanno in mezz’ora di cottura e preparazione, poi ci sono i vari step per lo scatto ma in un’oretta e poco più, hai fatto una bella foto. Le lasagne sono un piatto complessissimo! Come minimo un paio d’ore tra preparazione e cottura più il tempo dello scatto.

7)    Hai degli strumenti “del mestiere” che ti aiutano a ottenere il risultato finale?

Le mie amate pinzette! Le adoro e le porto sempre con me, non si sa mai che mi portano un piatto brutto, con quelle lo posso sistemare!

8)    Ci sono dei grandi professionisti di questo mestiere a cui ti ispiri o che comunque speri di raggiungere un giorno?

A differenza del mondo della cucina, non ci sono grandi nomi in questo mestiere, di solito andando avanti con il tempo uno si specializza, chi in gelati, chi in dolci, chi in redazionali o in packaging. A me piace fare tutto per ora. Sicuramente vorrei diventare brava come Marco, il mio mentore… Lui in poco tempo risolve qualsiasi problema si crei sul set!

 

composizione su tavolo  composizione su tavolo

 

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Ester Grossi Nata ad Avezzano (AQ) nel 1981. Diplomata in Moda, Design e Arredamento presso l’Istituto d’Arte Vincenzo Bellisario, nel 2008 ha conseguito la laurea specialistica in Cinema, Televisione e Produzione Multimediale presso il DAMS di Bologna. Si dedica da anni alla pittura e ha all’attivo diverse mostre in Italia e all’estero; è vincitrice del Premio Italian Factory 2010 e finalista del Premio Cairo 2012. Nel 2011 è stata invitata alla 54° Biennale di Venezia (Padiglione Abruzzo). Come illustratrice ha realizzato manifesti per festival di cinema e musica (Imaginaria Film Festival, MIAMI, Teatro Lirico Sperimentale di Spoleto) e cover per album di band musicali (A Classic Education, LIFE&LIMB). Collabora frequentemente con musicisti per la realizzazione di mostre e installazioni pittoriche-sonore. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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