Come iniziare a piantare le bacche di goji direttamente sul vostro terrazzo

Inizia oggi la rubrica in cui vi diamo tutti i consigli per far fiorire i vostri terrazzi. Oggi tocca alle bacche di goji.

Il pollice verde è da sempre una questione piuttosto spinosa.

C’è chi ci nasce, chi fa di tutto per diventarlo, chi ci è naturalmente predisposto, chi invece assume le sembianze dell’ecoterrorista Poison Ivy ogni volta che tocca una pianta. Fa nulla, l’importante è provarci, perché non c’è nulla di più bello che avere un piccolo spazio nella propria casa o nel proprio giardino dove far crescere le proprie piante con i rispettivi frutti.

In questa nuova rubrica PIANTALA! parleremo proprio di questo: come si piantano, ci curano e sopratutto si fanno sopravvivere certe piante nel nostro balcone? Per aprire al meglio le danze quest’oggi tocca alle nobili BACCHE DI GOJI, e alla testimonianza di chi è riuscito a fare tutto da solo.

 

Oggi vi vorrei parlare di una delle regine del mio balcone, di una delle piante che mi ha dato più soddisfazioni: le bacche di goji. Piccoli fruttini rossi che, negli ultimi anni, hanno vissuto un vero e proprio periodo di hype venendo inclusi di diritto nei cosiddetti super food. Che sia una moda o meno, è fuori dubbio che l’attuale connubio tra la fascinazione per i prodotti esotici e la fissa per il cibo salubre abbia esponenzialmente dopato le già benefiche proprietà delle bacche di questa pianta asiatica. Ma, al giorno d’oggi, le persone che si dichiarano contrari ai vaccini sono le stesse che s’illudono di curare ogni malanno ingurgitando acqua e limone al mattino. Ciò detto, non possiamo certamente affermare nulla contro le proprietà antiossidanti, depurative, antitumorali e l’alto contenuto di vitamina C e carotenoidi che caratterizzano le bacche di questi particolari arbusti. Le bacche di goji, in sostanza, non sono nient’altro che mirtilli tibetani e cinesi e, proprio come i nostri mirtilli – guarda caso- fanno un sacco bene.

A dir la verità, i semi e le piante della bacca di goji sono ormai reperibili con una certa facilità anche nei supermercati, ma io da vero pioniere, sono ormai anni che mi gusto queste prelibatezze a km 0. Ditemi la verità, non avete mai assaggiato una bacca di goji fresca vero? Vi siete sempre limitati alla versione disidrata disponibile nella grande distribuzione? Niente di più sbagliato, ma non piangete sul latte versato, se avete un pacchetto di bacche di goji a casa non ha veramente senso andare ad acquistare dei semi.

Molti rivenditori specializzati, infatti -per motivi di conservazione- spediscono i semi direttamente nelle bacche essiccate. Vi basterà aprire una bacca del supermercato per scovarne a decine, sono piatti e simili a quelli del peperoncino. Come il peperoncino ed i pomodori, anche le bacche di goji appartengo alla specie delle solanacee ed hanno quindi bisogno del sole per crescere ma, a differenza loro, essendo piante abituate alle rigide temperature tibetane, non soffrono il gelo e la semina può avvenire anche prima di marzo-aprile.

Esistono due varietà di bacche di goji, il lycium barbarum e il lycium chinense, la prima è la vera e propria bacca di goji la seconda, in qualche modo, la sua versione tarocca, la varietà meno pregiata caratterizzata da un sapore più aspro e da una minor apporto vitamico. Le due piante si distinguono per la forma delle foglie, il lycium barbarum ha le foglie strette ed allungate mentre il lycium chinense corte ed arrotondate. Trucchetto. Le piante già vendute in vasetto nei supermercati e dai fioristi, generalmente, appartengono alla varietà del lycium chinese. Se comprate delle bacche di goji essiccate di una buona marca, invece, avrete sicuramente più probabilità di coltivare l’originale lycium barbarum.

licyum barbarum  licyum barbarum

 

lyviun chinese  lyviun chinese

 

Potete seguire ogni accorgimento per coltivare le bacche di goji, piantarle in un periodo scientificamente prescelto, estrarre con cura i semi e lavarli, scavare delle piccole buche o partire da dei vasetti più piccoli per trasferire rapidamente le piantine in contenitori più capienti una volta cresciute. In realtà -se siete dei pigroni dal pollice non troppo verde- basterà incidere a metà una bacca per far entrare i semini direttamente a contatto con la terra e lanciarla senza nessun accorgimento in un’aiuola, la pianta crescerà lo stesso e, nel giro del primo anno di vita, raggiungerà già il metro di altezza.

Le bacche di goji resistono bene alla siccità e al freddo, non dovrete ritirale né coprirle d’inverno. In natura, crescono in condizioni estreme e si prestano perfettamente alla coltivazione in vaso. L’unica precauzione da attuare sarà una moderata irrigazione nei periodi più caldi dell’anno, da maggio a settembre. La pianta inizierà la sua strepitosa fioritura bianco-lilla a giugno e darà i primi frutti in estate inoltrata fino ad ottobre. D’inverno perderà tutte le sue foglie dando l’impressione di essere morta ed invece ripartirà in tutto il suo splendore la primavera successiva. Per quanto semplice da coltivare, la bacca di goji è una pianta dal portamento rampicante, il suo rapido sviluppo la rende ideale alla coltivazione in terrazzo per coprire facciate e ringhiere, se la coltivate in vaso, premuratevi di fornirgli dei sostegni adeguati per crescere, se la pianta e posta a terra, potete coltivarla in lunghi filari come le viti o adagiate a muri e a recinzioni sulle quali avrà modo di aggrapparsi.

.fioritura  .fioritura

 

Se non acquistate una pianta già definita sono sicuro che, ascoltando i miei consigli, potrete intraprendere il primo raccolto già dalla prossima estate. Continuate a seguire questa rubrica e, quando v’insegnerò la coltivazione dell’acai, potrete preparare deliziose tisane alle vostre morose andando a raccogliere i frutti direttamente dal terrazzo.

Alla prossima pianta-la!

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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