Polemica
di Chiara Lauretani 16 Aprile 2018

Il caffè decaffeinato non ha senso di esistere

Cerchiamo di essere onesti: il caffè decaffeinato non serve a nulla.

Il momento è finalmente arrivato. Era una vita che volevamo portare alla luce questa questione, e quale migliore occasione se non di lunedì mattina, freschi freschi di post weekend, appena rientrati in ufficio: ma il caffè decaffeinato a che cazzo serve?

Pe la rubrica una polemica al giorno oggi vorremmo sollevare all’attenzione l’inutilità, la beffa e il non sense che una bevanda come il caffè decaffeinato ha insito in sé. Partiamo da un ragionamento logico: il caffè è una bevanda che si ricava dai semi (chicchi di caffè) di piccole piante tropicali appartenenti alla classe delle Rubiacee, ne esistono di tantissime specie diverse e le prime tracce della sua esistenza risalgono almeno al 1800; e fin qui siamo tutti d’accordo, ma che cosa è che rende il caffè così indispensabile alla nostra società ed anche la bevanda con cui non solo si conclude un pasto ma con cui sopratutto si inizia la giornata: è la CAFFEINA.

La caffeina è un alcaloide naturale presente naturalmente nelle piante di caffè, e il suo effetto stimolante che agisce direttamente sul nostro sistema nervoso lo rende la sostanza psicoattiva più diffusa del mondo.

Il caffè è il dolce nettare del risveglio, la luce in fondo al tunnel nei momenti più stanchi, il fedele compagno nelle nottate di studio prima degli esami all’università, quello che vai in coppia perfetta sia con la sigaretta (per soli tabagisti) che con il cioccolato fondente. Il caffè mette e va d’accordo con tutti: con l’acqua calda per un americano, con il latte di mandorle per il vegano, con la panna montata per colui che non deve chiedere mai oppure liscio, semplice, senza pretese per colui che va sempre di fretta. E allora spiegateci come mai, perché, secondo quale logica ci serviva il caffè decaffeinato?

Il deca nasce per la prima volta nel 1905 a Brema, per mano del tedesco Ludwig Roselius, figlio di un assaggiatore di caffè (traditore vero); qualche anno dopo la scoperta questo speciale caffè venne messo in commercio sotto il nome di Hag.

Già dentro il nome c’è la negazione stessa del principio base della bevanda: caffè senza caffeina è stato il primo, ma basti pensare ai suoi cugini lontani come the deteinato o  birra analcolica, e allora viene spontaneo chiedere:

ma che cavolo te lo prendi a fare allora?

 

Inutile prendere le parti di chi dice “perché mi piace il sapore”, il processo chimico che si applica per rimuovere la caffeina dal chicco di caffè inevitabilmente ne altera non solo il sapore finale ma anche gli effetti benefici, proprio a causa dei procedimenti industriali che vengono applicati direttamente sul chicco di caffè per ottenerne il risultato finale.

Un caffè decaffeinato al bar ha un costo medio di 1,10 euro, qui di seguito una lista di cose molto più utili che potreste acquistare allo stesso prezzo: una bella bottiglia d’acqua (anche frizzante volendo), una penna stabilo, in Giordania una porzione di falafel fritti, un’ora di parcheggio sulle strisce blu di venerdì pomeriggio, un caffè vero più il bicchiere d’acqua incluso, un palloncino a forma di criceto per il vostro nipotino, un pacchetto di gomme, quasi un chilo di carote e se mai doveste andare nelle Filippine allo stesso prezzo ci pagate mezz’ora di massaggio ai piedi.

 

Fate la scelta giusta.

 

 

 

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Giò Pistone Gio Pistone è nata a Roma. La scelta dei soggetti, spesso figure di fantasia tendenti al mostruoso, caratterizzati da colori molto forti, nasce prestissimo a seguito di incubi notturni. Disegnarli il mattino seguente fu un’idea della madre per affrontare la paura. Presto gli incubi si sono trasformati in vere e proprie visioni da cui ancora oggi attinge. Si è appassionata alla scenografia di teatro dove ha continuato ad approfondire i suoi sogni e il suo innato amore per il grande. In seguito ha lavorato e viaggiato con La Sindrome Del Topo, un gruppo di creatori di strutture di gioco e sogno, con cui si occupava di disegnare, costruire e progettare giostre e labirinti. Ha cominciato a lavorare in strada nel ‘98 attaccando in giro per Roma i suoi disegni fotocopiati. Ha collaborato con varie realtà italiane e internazionali. Ha partecipato a mostre in tutta Europa in particolare presso il Museo MADRE di Napoli, l’Auditorium di Roma, il Museo Macro di Roma e partecipato ad eventi di Street Art quali «Scala Mercalli», «Pop up», «Subsidenze», «Visione Periferica», «Alterazioni», «M.U.Ro». Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Checko's art Nato nel 1977 a Lecce. Uno degli esponenti della Street Art italiana. Il suo percorso artistico ha inizio a Milano nel 1995 come writer. Attualmente abita al 167B «STREET», uno spazio fisico dedicato all’arte che, partendo dalla periferia (la 167B di Lecce, noto quartiere popolare), si propone come centro espositivo in continua mutazione. I suoi lavori si basano prettamente su murales, realizzati negli spazi pubblici, non solo con intento di riqualificare le zone grigie, ma per comunicare con le nuove generazioni. Ha partecipato a numerose mostre d’arte e contest collettivi in Italia e all’estero. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Martina Merlini Martina Merlini, artista visiva bolognese, classe 1986, vive e lavora a Milano. Il percorso artistico di Martina Merlini si snoda multiformemente nel solco dell’esplorazione, coinvolgendo una pluralità di tecniche, materiali e supporti che convergono nella ricerca di un equilibrio formale delicatamente costruito sull’armonia di elementi astratti e geometrici. Attiva dal 2009, ha esposto in numerose gallerie europee e americane. Dal 2010 al 2013, insieme a Tellas, intraprende il progetto installativo Asylum, che viene presentato a Palermo, Bologna, Milano e Foligno. Nell’estate del 2012 viene invitata a partecipare a Living Walls, primo festival di Street Art al femminile, ad Atlanta. Nel dicembre 2013 inaugura la sua seconda personale, «Wax» all’interno degli spazi di Elastico, Bologna, dove indaga l’utilizzo della cera come medium principale del suo lavoro, ricerca approfondita nella sua prima personale americana, «Starch, Wax, Paper & Wood», presso White Walls & Shooting Gallery, San Francisco. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40  
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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari CT L’opera di CT affonda le sue radici nella cultura del Writing. Dalle prime sperimentazioni, influenzate dagli stili più classici dei graffiti, è passato in modo progressivo ad una ricerca minuziosa capace di cogliere ed evidenziare i cambiamenti del paesaggio urbano. Le fascinazioni ricevute dai graffiti sono tuttavia presenti nelle fasi di questo processo: il soggetto-oggetto della sua analisi, le tecniche utilizzate ed in parte i luoghi scelti per i suoi interventi. L’interesse per il lettering si è quindi trasformato in espediente per lo studio della forma fino ad approdare, oggi, ad una ricerca più ampia relativa allo spazio e alle dinamiche contemporanee. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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