Polemica
di elena aceto 9 gennaio 2019

Abbiamo mangiato la famosa Sacher Torte del Sacher Hotel e non è la più buona del mondo

Un nome una garanzia? In questo caso no.

Se il mondo potesse dividersi in due enormi fette di torte, diciamolo pure, l’intera popolazione globale si potrebbe facilmente raggruppare in “fetta fedelissimi Sacher” e  “fetta scettici Sacher”.

Perché ammettiamolo, non esiste nessuno a cui per davvero non piaccia la Sacher. Più che altro ci sono i diffidenti, i timorosi del troppo-dolce, i prevenuti verso la glassa. Ma un convinto repulsore della Sacher-Torte, non abita questo pianeta. Basta un assaggio della torta giusta, dove cacao, zucchero e marmellata sono perfettamente bilanciati e si fondono in una sublimazione di gusto insieme ad una morbida onda di panna, per convincere anche i più riluttanti.

Un nome una garanzia?

Peccato che quella del famigerato Sacher Hotel di Vienna, non sia LA torta per eccellenza.

Proprio così, con una frattura enorme nel cuore, dobbiamo ammetterlo: i 40 minuti di fila a -1, sotto una scrosciante pioggia e in totale mancanza di un qualsiasi oggetto coprente, causa ombrello che ci aveva abbandonato qualche istante prima, non sono valsi la pena.

Eppure, si pensava di andare sul sicuro con una simile istituzione. L’Hotel Sacher, infatti, è stato fondato niente di meno che dal primogenito del Signor Sacher, che ha regalato al mondo tale prelibatezza nel lontano 1832. Oltre ad essere un Hotel di extra lusso in cui personalità del calibro di Kennedy hanno più volte soggiornato, il Sacher Hotel di Vienna (insieme a quello di Strasburso, Bolzano e all’ufficiale Sacher Shop) è l’unico posto in cui si può assaggiare la presunta REAL AND UNIQUE SACHER, con tanto di sigillo in cioccolato che certifica la «Original Sacher Torte».

Qualcosa è andato storto però, almeno per noi.

Ma cosa?

Punto primo: la glassa.

Zuccheratura perfetta, ineccepibile, un primo posto vita natural durante in tutti gli annali delle glasse mondiali, però su, onestamente, sto centimetro e mezzo di altezza non sarà forse un pochino eccessivo? Ok, forse siamo noi gli stolti. Forse, abituati a dozzinali riproduzioni della divinissima, il nostro giudizio è offuscato dall’ignoranza. Forse una real glassa manco l’abbiamo mai vista, quindi sì, sulla glassa concediamo all’Hotel Sacher il beneficio del dubbio.

Tuttavia, sul punto secondo non saremo così morbidi. Il punto secondo è un fatto importante, non facilmente trascurabile e per nulla omettibile. Parliamo dell’impasto infatti e della sua relativa scioglievolezza.

Poco da fare, saremo brutali, ma l’impasto al Sacher Hotel era secco.

Decisamente no!

Due fette su due (e anche gli altri commensali intorno a noi non ci sembravano proprio così soddisfatti dei loro 8 euro appena spesi).

Che dire quindi, belli i lampadari di cristallo, la musica classica, le sedie in velluto rosso, belli i camerieri un pelo stressati e bella pure la fila e sti 8 euro a una fetta di torta, però noi ci aspettavamo un po’ di meglio dalla «Original Sacher Torte».

Il lato positivo? Appena usciti dall’Hotel avrete una voglia matta di assaggiare tutte le Sacher Austriache per stilare la vostra personale classifica.

E almeno su questo, a Vienna non rimarrete a bocca asciutta!

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