Society
di Chiara Lauretani 22 Maggio 2018

MAMMAMIAAA con una cena porta le tradizioni culinarie in tutta Europa

Quando il cibo diventa condivisione a portata d’Europa.

L’Europa diventa una grande cucina

MAMMAMIAAA è un progetto bellissimo che porta le tradizioni culinarie in giro per l’Europa. Nato dentro la cornice dei programmi culturali di Matera Capitale Europea 2019, propone un viaggio all’interno delle cucine di casa da condividere con la collettività. Basta iscriversi, organizzare una cena per 10 invitati (di cui due sconosciuti) e documentare il tutto tramite vari canali social.

Per farci spiegare meglio la nascita e lo scopo di questo progetto abbiamo fatto due chiacchiere con Andrea Paoletti, tra gli organizzatori di questa iniziativa.

condivisione  condivisione

 

1) Ciao Andrea, dicci in una parola che cosa è MAMMAMIAAA!

Social. Perchè crea relazioni.

2) Come è nato questo progetto e in cosa consiste precisamente?

Abbiamo risposto a un bando della Fondazione Matera 2019 per sviluppare uno dei progetti contenuti nel dossier con cui Matera ha vinto la designazione a Capitale Europea della Cultura 2019. Mamma Miaaa è quindi uno dei progetti di Matera 2019, co-prodotto con Casa Netural (www.benetural.com un coworking, coliving e incubatore di Matera) in collaborazione con Idlab e John Thackara (giornalista e filosofo inglese, esperto di design sostenibile e comunità attive). E’ un sistema di cene aperte a tutti (per partecipare basta andare qui www.mammamiaaa.it) dove una persona (la mamma, il papà, lo zio, la zia, il cugino…) racconta e prepara una ricetta tradizionale della sua famiglia insieme a dieci invitati, di cui due devono essere sconosciuti.

3) La condivisione è alla base di questa iniziativa: oltre a condividere tradizioni culinarie regione per regione, anche la regola che prevede di invitare a cena due sconosciuti vuole essere un tentativo di aggregazione libera tra le persone?

Certo la famiglia si apre al mondo. Un modo per esplorare la tradizione culinaria della propria famiglia e poi condividerla con gli altri, includendo due sconosciuti. Il cibo diventa medium per aggregare storie, ricette e soprattutto per stabilire nuove relazioni. Ritorna il social questa volta però eating.

social eating  social eating

4) Il progetto rientra dentro Matera 2019 Capitale Europea della Cultura, raccontaci l’importanza di questo evento culturale e cosa significa farne parte?

Far parte di Matera 2019 è una grande sfida, vuol dire riuscire a portare Matera in Europa e l’ Europa a Matera. Rappresenta una grande opportunità per sperimentare un processo di cocreazione e coproduzione di cultura a una scala molto grande in cui coinvolgere decine di migliaia di persone.

 

5) L’intero progetto ha un scopo finale se non sbaglio. Cosa vi aspetta alla fine di questo percorso?

In Mammamiaaa il cibo è catalizzatore di identità culturale e il progetto è una grande celebrazione del ruolo della mamma e della famiglia. Mammamiaaa oltre al lato “pop” delle cene si da un obiettivo alto, quello di creare una piattaforma, che faccia connettere i “food curator” europei, quelle persone che usano il cibo per generare nuove relazioni, scambi culturali, economici e che generano impatto positivo sulla nostra vita e società.  Una piattaforma per connetterli, ispirarsi a vicenda e per scambiare buone pratiche. Questa è la legacy che il progetto vuole lasciare per il 2020 e oltre.

6) Siamo nel 2018, mondo digital e social sono elementi imprescindibili all’interno di un progetto, come gestite e come funziona il vostro archivio digitale e il conseguente lavoro sui social alla fine di ogni cena?

Durante la cena ogni partecipante ha un ruolo come in un vero e proprio gioco. Tre persone avranno il ruolo di documentare tutta la preparazione e la cena con foto, video e il racconto delle storie emerse. A fine cena questo materiale sarà poi condiviso sui social, in questo modo si entra a far parte della community online di Mammamiaaa e del grande archivio digitale, una memoria collettiva.

7) Ci sono delle storie bizzare intorno ad alcune cene che avete organizzato? C’è qualche aneddoto particolare che ci vuoi raccontare delle cene consumate dai partecipanti?

Il social nei social. La storia di Andrea, lui almeno una volta al mese cucina via Skype con la zia che vive in Corsica. Cucinano la stessa ricetta, ma a distanza. Alla cena del 10 maggio Andrea e Roberta hanno cucinato, sempre a distanza, una ricetta di famiglia: Tegame (Tiàn) di verdure ripiene alla ligure, del pirata e hanno coinvolto tutti gli ospiti. Ricetta, preparazione, racconti e cena a quattro dimensioni!

food and Skype  food and Skype

8) Quante persone hanno aderito all’iniziativa e quante cene sono state fatte fino ad ora?

500 like su FB, 520 follower su IG, 200 persone iscritte alla newsletter, 30 cene organizzate.

COSA NE PENSI? (Sii gentile)

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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