Society
di Chiara Lauretani 3 ottobre 2018

Il pranzo vitaminico di Pozzetto in “Il Ragazzo di Campagna”

Artemio non aveva calcolato quello che gli sarebbe toccato mangiare nella fredda e asettica Milano.

Ingredienti:

  • Vino cartonato
  • Spaghetti pronti all’uso
  • Contorno surgelato
  • una manciata di “taaaac”

Dalla campagna alla città. 

E’ la storia di tanti, forse dei più, una vita vissuta in provincia, magari se si è fortunati in piena campagna per poi emigrare verso i grandi centri cittadini, in cerca di lavoro (o magari solo di fortuna). E’ anche la storia raccontata nello storico film Il Ragazzo di Campagna, anno 1984 diretto dal duo Castellano e Pipolo e interpretato dal mitico Renato Pozzetto.

Artemio, il protagonista, decide che alla soglia dei quaranta è giunto il momento di lasciare Borgo Tre Case per andare a vivere in città, non una qualunque, bensì il centro nevralgico del nord Italia: Milano. L’esperienza non sarà delle migliori, tra sfortuna, lavori mancati e amori non corrisposti alla fine il nostro protagonista deciderà di tornare da dove era partito, portandosi con sé l’esperienza della vita cittadina. Una delle scene più esilaranti (e veritiere) dell’intera pellicola è quando Artemio prepara il pranzo vitaminico tipico del cittadino milanese.

“In città mangiamo in un modo diverso, più pratico, più vitaminico, anzi adesso ti devo salutare che devo andare a preparare il pranzo. Ecco qua tavolo ribaltabile, taacc! Sedia rotante, tac! Posto per commensali che non ci sono, taaac! Tovaglia a metro, taaac! Piatto fabriano, tovagliolo extra strong, bicchiere di plastica, vino cartonato, taac! Spaghetti pronto uso, contorno surgelato e taaac! Tonno e grissini per tagliarlo, tac, taaac! “

 

Il povero Artemio, dopo questo pranzo calcolato al centesimo, finisce inesorabilmente in ospedale con un’intossicazione alimentare (e tanto di lavanda gastrica). In questa scena tragicomica c’è racchiusa l’essenza del confronto tra campagna e città, che inevitabilmente si riscontra anche in quel che si mangia a tavola: Artemio ha semplicemente fatto i conti con il cibo cittadino che si adatta ai ritmi delle sue persone, ossia facile, pronto e sopratutto veloce. La tavola imbandita di prodotti raccolti dal suo stesso orto e della sua campagna rimangono un ricordo lontano e vengono rimpiazzati con i piatti di plastica e il tonno in scatola, perché la città fa anche questo, ti costringe per forza di cose a cambiare le tue abitudini (e non è detto le cambi in meglio).

Ragazzo di campagna dove vai?

Questa visione caricaturale e comica del pranzo milanese degli anni ’80 rimarrà iconica (ed unica) nel suo genere; al giorno d’oggi l’attenzione alla salute del corpo tramite l’assimilazione di determinati cibi è ormai una tendenza radicata: il biologico e i cibi a chilometro zero ne sono un esempio palese. Lo scopo è quello di provare a tornare ad alimenti meno complessi e più naturali, che giovano sia al nostro corpo che alla nostra mente, sopratutto se si vive in città. 

 

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