Polemica
di redazione 23 Novembre 2018

Abbiamo veramente bisogno del caffè americano?

Non c’è pietà nel cuore di chi mette l’acqua nel caffè.

Italiani e caffè, una lunga storia d’amore. 

Per noi il caffè è fondamentale, essenziale, vitale, non possiamo sopravvivere senza. In Italia, specialmente al Sud, il caffè è paragonabile ad un piccolo rito quotidiano, se si vuole anche di aggregazione e condivisione, che non può mai mancare all’interno della nostra giornata. Il caffè unisce le persone: meeting di lavoro, appuntamenti romantici, punto fermo dei tabagisti, prime uscite, le migliori chiacchiere tra donne vengono fatte attorno ad un caffè (e solo le donne sanno cosa sono in grado di raccontarsi attorno ad una bevanda tanto comune), come fosse un piccolo sole intorno al quale noi giriamo in senso ordinato e cadenzato.

Non annegatelo

Per molti di noi è il rito quotidiano mattutino, c’è chi non esce di casa senza aver preso un bella tazzina di caffè espresso, o chi lo prende rigorosamente dopo pranzo per tornare in ufficio a lavorare. Lo possiamo avere in tutte le forme e varianti: macchiato, corto, lungo, con il latte di soia, marocchino, con il cacao, in versione allungata formato cappuccino, decaffeinato (ahimè), con il latte freddo, corretto con la sambuca, ma allora perché berlo nella versione americana allungato in un mare di acqua?

Il caffè americano è l’anticamera della morte della torrefazione italiana: dopo tutta la cura nella scelta del chicco perfetto, della giusta tostatura, dell’aroma più intenso che cosa ci andate a mettere? L’acqua! 

Perché l’acqua?

Non si può fare, non è un’azione moralmente retta, tutto questa cura ed attenzione buttata nel cesso in un sorso di acqua; è come un maratoneta che corre la 40km in testa a tutti gli altri e a pochi passi dall’arrivo decide di fermarsi. Non si può fare, è scorretto, è controproducente, mettere l’acqua nel caffè non vi porta a nulla di buono, avete solamente appena “sminchiato” (letteralmente:rovinare) la bevanda più incredibile che ci sia.

 

 

Ci riferiamo sopratutto a voi abitanti oltreoceano: già ci bevete il cappuccino a pranzo e a cena, il che non è che ci rende proprio felici, poi ci fate la pasta al ragù con la maionese, siamo passati sopra anche alla pizza con l’ananas, almeno il nostro amato caffè lasciatelo in pace, non fatelo annegare in quel bicchiere di acqua senza arte né parte.

Il caffè espresso è una cosa importante.

Bevetelo responsabilmente.

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Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari VitoManoloRoma Attualmente vive a Milano e lavora come freelance in qualità di grafico, illustratore, animatore e fumettista. Si forma presso il Liceo Artistico statale di Busto Arsizio, poi la compagnia di teatro sperimentale Radicetimbrica e termina gli studi al Politecnico di Milano dove si avvicina al Graphic Design. Durante i primi anni di professione come progettista e illustratore in alcuni studi di grafica milanesi, continua a disegnare e partecipa a mostre collettive di illustratori, fra le quali «Spaziosenzatitolo» (Roma), «Doppiosenso» (Beirut) e «Manifesta» (Milano). Con il collettivo di satira a fumetti L’antitempo fonda l’omonima rivista con la quale vince il Premio Satira 2013 come miglior realtà editoriale italiana. Appassionato di musica africana, afroamericana e jamaicana, colleziona vinili che seleziona con i collettivi Bigshot! e Soulfinger nei locali neri e non di Milano. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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