Guida ai ristoranti stellati Milanesi

Nonostante le restrizioni dovute alla pandemia, anche nel 2021 la più importante guida per il fine dinning internazionale ha emesso i suoi verdetti. Un piccolo viaggio alla scoperta dei ristoranti di una delle città più stellate d’Italia.

Una lista di consigli per camionisti e viaggiatori si è trasformata nella più importante guida per il Fine Dinning mondiale. Giunta alle sua 66 edizione, l’importanza della guida Michelin si rivelata ancora più fondamentale in una annata pessima per il settore della ristorazione come quella appena passata. A subire gli strascichi della crisi non soltanto i bar, le pasticcerie e i locali sotto casa cui siamo abituati a recarci quotidianamente, molte realtà stellate come la Bentoteca di Yoji Tokuyoshi, il più celebre allievo di Bottura, hanno preferito prendersi un pausa. Pur perdendo qualche nome celebre, la Lombardia anche quest’anno si è conferma la regione più premiata dalla guida francese con ben 59 ristoranti stellati (tre a 3 stelle, sei a 2 stelle e 51 a una stella). Alla faccia di chi li chiama polentoni.

Una strada del centro pixabay.com Una strada del centro

Con una menzione d’onore per il ristorante Da Vittorio a Brusaporto, in provincia di Bergamo, e Dal Pescatore a Canneto sull’Oglio, nei pressi di Mantova, a guidare questa classifica “interna” non poteva che essere Milano. Non solo risotto, cotolette e panettone, nel variegato mondo di una metropoli cosmopolita trovano spazio proposte stellate vegetariane e di sushi introvabili nel resto dello Stivale, dai locali delle star televisive come Cracco al tristellato di Enrico Bartolini. All’ombra della Madonnina sorgono ben 17 ristoranti stellati che rendono Milano una degli spot enogastronomici più interessanti non solo d’Italia, ma anche d’Europa. Andiamoli a scoprirle.

Porta Nuova è uno dei quartieri più gettonati dell’alta ristorazione pixabay.com Porta Nuova è uno dei quartieri più gettonati dell’alta ristorazione

 

3 STELLE Michelin***

  • Enrico Bartolini al Mudec

Chef: Enrico Bartolini

8 stelle Michelin distribuite in 6 locali diversi di cui ben tre nel locale al terzo piano del Museo delle Culture, vero punto forte dell’impero culinario costruito da Enrico Bartolini, classe 1979, giovane chef toscano capace di riportare le tre stelle nel capoluogo meneghino dai tempi di Gualtiero Marchesi.

Piatto simbolo: Manzo Piemontese in aspic contemporaneo

Via Tortona 56 Milano

 

DUE STELLE Michelin **

  • Il Luogo di Aimo e Nadia

Chef: Fabio Pisani e Alessandro Negrini

Ristorante con una storia ultra cinquantenaria, gli chef Fabio Pisani e Alessandro Negrini sono subentrati agli storici proprietari che hanno donato il nome ad un vero e proprio simbolo della Milano stellata  perpetrando lo stile dei fondatori: un elegante e mai eccessiva innovazione sempre sottoposta ai dettami della tradizione italiana.

Piatto simbolo: Tortelli farciti con ossobuco di Fassone e midollo in ristretto allo zafferano sardo e parmigiano

Via Montecuccoli 6 Milano

 

  • D’O

Chef: Davide Oldani

L’unico ristorante che non si trova in città è paradossalmente quello comandato dallo chef più tipicamente milanese. Milanese perché locale, sfegatato tifoso interista, allievo di Marchesi e, soprattutto, cultore del design. Una ricerca che si riflette nelle sedie, nei bicchieri e nelle posate ed è uno dei capisaldi sui quali ha basato la sua filosofia di “cucina pop”. Ma non è tutta apparenza, oltre alle due stelle riconfermate, nel 2021 D’O ha ottenuto un ulteriore stella green per l’attenzione all’ambiente: il riciclo e l’utilizzo di materie prime povere stanno alla base della cucina di Oldani che  propone piatti con un menù abbordabilissimo a mezzogiorno (intorno ai 30 euro) che lo rendono uno dei ristoranti più prenotati d’Europa.

Piatto Simbolo: Cipolla Caramellata con Gelato al Grana Padano

Via Magenta 18 Cornaredo

 

  • Vun

 Chef: Andrea Aprea

Andrea Aprea, uno chef campano a dirigere il ristorante, questa volta, con il nome più meneghino: “vun”, in milanese, infatti sigifica “uno”, così come deve essere unica l’esperienza gastronomica basata sui sapori mediterranei del locale del lussuoso hotel Park Hyatt.

Piatto simbolo: Caprese “dolce salato”

Via Silvio Pellico 3 Milano

 

  • SETA

Chef: Antonio Guida

Ristorante raffinato in cui è esplicitamente richiesto un abbigliamento formale, il Seta, oltre che per l’eleganza, è un locale che si contraddistingue per le creazioni del suo pastry chef Nicola Di Lena e per la chilometrica carte dei vini con oltre 1000 etichette di pregio in lista.

Piatto simbolo: Campari, pompelmo, ciliegia e cioccolato bianco

Via Andegari 9 Milano

 

UNA STELLA Michelin*

  • Cracco

Chef: Carlo Cracco

Il più famoso dei cuochi milanesi, ma che dico, forse il più famoso cuoco italiano, possiede una sola stella, ma questo non intacca il fascino della sua cucina (e il suo alone da sex symbol). Nel ristornate ricavato nella nuova e ancor più prestigiosa location della Galleria Vittorio Emanuele, oltre che per il ristorante, c’è spazio per un bar ed un bistrot, al suo interno, potrete provare piatti tipici della tradizione cittadina come il fegato e il risotto (rivisitati in chiave gourmet) ma anche l’ormai arcinota pizza di Cracco.

Piatto Simbolo: Tuorlo d’uovo marinato

Galleria Vittorio Emanuele II Milano

 

  • Tano Passami L’olio

Chef: Tano Simonato

Come potete intuire dal nome scelto, in questo locale l’oro liquido ha un ruolo di primo piano. Tano Simonato è conosciuto in tutto il mondo come il più abile cuoco ad abbinare e dosare l’olio, di cui possiede una vera e propria cantina del tutto assimilabile a quella dei vini. Dopo anni passati in zona navigli, la nuova sede nei pressi della stazione ferroviaria di Cadorna è salita alla ribalta per il pranzo consumato da Zlatan Ibrahimovic durante il periodo di zona rossa. Lo chef Simonato del resto è un personaggio controverso, piaccia o meno il suo comportamento estroso, Tano Passami L’olio rimane una punto fermo del fine dinning milanese.

Piatto Simbolo: Uovo di quaglia caramellato su mousse di tonno con bottarga e crudo di tonno marinato

Via Petrarca 4 Milano

 

  •  IYO

Chef: Haruo Hichikawa

Il primo stellato di sushi a Milano e in Italia.Da Iyo potrete trovare le più classiche proposte di un menù giapponese (uramaki, hosomaki, tempura) eseguite con la tecnica certosina del miglior ristorante di Tokyo  e ingredienti d’eccellenza selezionati da ogni parte del mondo, abbinati ad esperimenti che mischiano i sapori tradizionali del Sol Levante con le tecniche più moderne.

Piatto simbolo: Gelé di ostrica e kombu

Via Piero della Francesca 74

 

  • Aalto

Chef: Takeshi Iwai

Aalto è il secondo locale aperto da Claudio Liu, già “autore” di lyo, per trattare la cucina giapponese con un’altra visione: la moda del sushi, in Italia ma un po’ in tutto il continente, è stata spesso modificata per venire incontro ai gusti dei locali. Da Aalto questa fusione avviene con i crismi di un ristorante stellato all’interno della location magnifica e futuristica della Torre Solaria.

Piatto Simbolo: Spaghetti ai ricci di mare alla tsukemen con crema di porcini

Piazza Alvar Aalto Milano

 

  • It Milano

Chef: Aldo Ritrovato

It è la location milanese del format presente anche a Londra ed Ibiza studiato dall’imprenditore Alessio Matrone con Gennaro Esposito -volto noto di cuochi d’Italia e chef bistellato nel suo ristorante Torre del Saracino a Vico Equense- nel ruolo di “executive” a distanza. Cucina mediterranea moderna proposta in una veste più giovane e informale (spesso abbinata con cocktail) nel pieno centro di Brera.

Piatto simbolo: Spaghetti al Pomodoro

Via Fiori Chiari 32 Milano

 

  • Berton

Chef: Andrea Berton

Porta Nuova con la sua forme architettoniche futuristiche sembra essere uno delle mete preferite per gli chef che probabilmente recepiscono la carica avveniristica dei grattacieli e la ripropongono nei propri piatti. Andrea Berton, chef friulano già stellato con il suo ristorante a Torno sul lago di Como , ha scelto il quartiere delle ex varesine per aprire un ristorante cittadino ove la proposta potesse ampliarsi dall’acqua dolce. Ma sempre nel segno della sua preparazione fondamentale: il brodo.

Piatto simbolo: Risotto alla pizzaiola con acqua di mozzarella

Via Mike Bongiorno 13 Milano

 

  • Viva

Chef: Viviana Varese

Cambia nome ma non location, all’interno della cattedrale dei prodotti italici, al secondo piano di quello che una volta era il Teatro Smeraldo ora convertito ad avamposto dell’impero di Oscar Farinetti, si trova il ristorante stellato dell’unica chef donna presente in questa classifica. Viva non è solo l’acronimo del nome della chef ma anche e soprattutto una dichiarazione d’intenti per una nuova cucina basata sui prodotti dell’orto del ristorante coltivato nel parco agricolo sud di Milano.

Piatto simbolo: Un’idea di Mugnaia (filetto di san pietro, sfere di verdure, purè al burro e salsa al burro e limone)

Piazza XXV Aprile 10, Milano

 

  • L’Alchimia

Chef: Giuseppe Postorino

Una vera e propria bomboniera della cucina creativa, stellato dal 2020, a poco più di un anno dall’apertura,  L’Alchimia è un piccolo ristorante con longue bar e bistrot adatto anche ad aperitivi di un certo livello e pranzi più abbordabili.

Piatto simbolo: Crudo di ricciola con culatello, crema di arachidi e zenzero

Viale Premuda 34 Milano

 

  • Joia

Chef: Pietro Leemann

Joia è lo stesso termine con cui i tifosi palermitani erano soliti appellare Dybala, un termine non casuale che rispecchia gli sprazzi di bellezza che il calciatore argentino sapeva emanare. Un concetto che si potrebbe declinare anche nella cucina di Pietro Leemann e in tutte le sfumature di colori che solo il mondo vegetale ci sa regalare. La maestria degli svizzeri nel miscelare erbe è nota, il cuoco locarnese ha il fascino di un mago alchimista e la grazia di un folletto nel marchiare i suoi piatti di alta cucina vegetariana, un unicum nello Stivale.

Piatto simbolo: L’albero della vita

Via Panfilo Castaldi 18 Milano

 

  • Sadler:

Chef: Claudio Sadler

Un ristorante che è anche museo, la cucina di Claudio Sadler (stellato dal 1992)  è da sempre legata al mondo dell’arte che influenza tanto la concezione dei piatti dello chef, titolare anche del bistro Chic’n’Quick, quanto la loro presentazione. Un legame così stretto da dettare l’arredamento del locale, ogni volta diverso: le pareti ospitano opere di artisti moderni che ruotano come in una vera e propria esposizione rendendo ogni cena un’esperienza realmente unica e indimenticabile.

Piatto simbolo: Padellata di crostacei “96” con patate cristallo e salsa di stagione

Via Ascanio Sforza 77 Milano

 

  •  Innocenti Evasioni

Chef: Tommaso Arrigoni

Un altro locale in cui l’arte gioca un ruolo fondamentale. Menù abbordabili e percorsi degustazione che omaggiano la città ed i suo prodotti (come il gorgonzola), una proposta classica, ai limiti dello schietto, realizzata con gli stilemi perfezionistici dell’ Accademia e un’ossessione maniacale verso le materie prima di assoluto pregio. Il tutto immerso nel contesto inaspettato ( e questa volta ben poco milanese) di un giardino zen.

Piatto Simbolo: Foie gras d’anatra in terrina, composta di frutta, pan brioche

Via Privata della Bindellina Milano

 

  • Contraste

Chef: Matias Perdomo

Come in molti altri ristoranti in classifica, anche per Contraste il nome è una manifestazione artistica: la cucina di Matias Perdomo è una proposta intellettuale allo stesso tempo intrigante e divertente in cui lo chef gioca il ruolo del burattinaio. Matias arriva in Italia per seguire l’amico Juan Lema al Pont de Ferr, trasformando in pochi mesi una storica trattoria sui navigli in un ritrovo gourmet per i milanesi. Dopo 14 anni passati sulle sponde del naviglio grande Contraste è il primo locale della carriera “solista” per lo chef uruguayano.

Piatto Simbolo: Cozze cacio, pepe e salicornia

Via Giuseppe Meda 2 Milano

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Senza Titolo Serigrafia di Roberta Maddalena

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Roberta Maddalena Artist, creativity trainer Roberta Maddalena nasce a Giussano nel 1981.Vive e lavora a Milano. Laureata in Design per la Comunicazione al Politecnico di Milano, si specializza in parallelo all’università in Incisione Calcografica, e successivamente in cultura tipografica e Type Design. Segue studi musicali, specializzandosi in vocalità extraeuropee ed ergonomia vocale, sviluppando profondo interesse per l’etnomusicologia, in particolare per l’Asia, esperienza che la porterà ad avvicinarsi a calligrafia orientale e danza contemporanea. Da questi percorsi nascono nel 2013 le sue performance a inchiostro, esperienze fondate sulla relazione segno-corpo, e disegni e dipinti in cui forme e colori evocano la realtà universalmente percepibile e conosciuta, ma ne svelano l’aspetto più mistico e intimo. Sempre nel 2013, dopo sei anni di attività come illustratrice, nascono progetti di creativity training rivolti a privati e aziende: workshop in cui i partecipanti sono guidati nello sviluppo della propria creatività fuori dal quotidiano, per sviluppare capacità di osservazione e movimento, applicabili nella vita come nella professione. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Inés Sastre Serigrafia di Alessandro Baronciani

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Baronciani Alessandro Baronciani vive a Pesaro e lavora a Milano come Art Director, grafico e illustratore. Ha lavorato per diverse agenzie pubblicitarie come direttore di campagne a cartoni animati. Le sue illustrazioni sono state stampate per molti brand come Martini, Coca Cola, Bacardi, Nestlè, Audi, Poste Italiane e Vodafone. Lavora per libri per bambini pubblicati da Mondadori, Feltrinelli e Rizzoli, quest’ultima ha anche pubblicato il suo primo libro, Mi ricci!, completamente pensato, scritto e illustrato da lui. Alessandro disegna fumetti. Ha pubblicato 3 libri di fumetti intitolati Una storia a fumetti, Quando tutto diventò blu e Le ragazze dello studio Munari. Per molti anni ha disegnato e pubblicato i suoi fumetti da solo, come un esperimento fai-da-te mai provato prima in Italia: i suoi fumetti venivano spediti in abbonamento e gli abbonati diventano parte delle storie che disegnava. Suona inoltre la chitarra e canta nella punk band di culto Altro. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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Senza Titolo Serigrafia di Alessandro Ripane

Serigrafia a due colori, dimensioni 20×30 cm Edizione limitata di 40 esemplari Alessandro Ripane Alessandro Ripane è nato a Genova nel 1989. Ha vissuto e lavorato in Svezia. A causa della mancanza di animali selvaggi nella città di Genova, Alessandro si è comprato molti libri sull’argomento. A causa della mancanza di supereroi nella città di Genova, Alessandro si è comprato un sacco di fumetti a tema. È diventato quindi un esperto in entrambe le categorie, anche se ora disegna un po’ di tutto, tranne gli alieni, perché non è sicuro di come siano vestiti. Ora è impegnato a combattere la caduta dei capelli, a comporre una sofisticata musica del futuro, a imparare come disegnare gli alieni e a guardare tutti i film sui mostri e gli zombi che non ha ancora visto. Tratto dal catalogo della mostra La bellezza fa 40
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